Mondiali 2026, caso antidoping per la Tunisia: otto giocatori con risultati atipici al clenbuterolo

Alcuni giocatori hanno restituito risultati fuori norma nei controlli effettuati durante il torneo. L'ipotesi principale è quella della contaminazione alimentare

2 min

Pubblicato il 04.07.2026, 10:01

Un caso antidoping scuote la Tunisia dopo i Mondiali 2026, anche se al momento non ci sarebbero elementi per parlare di doping intenzionale. Otto giocatori della Nazionale tunisina (squadra eliminata lo scorso 26 giugno dall'Olanda) avrebbero infatti restituito risultati "atipici" nei controlli effettuati durante il torneo. La sostanza rilevata è il clenbuterolo, vietato dalle normative antidoping, ma la vicenda appare più complessa di quanto emerso inizialmente. 

Cosa è il clenbuterolo. C’è di mezzo la carne…

Il clenbuterolo è una sostanza che può migliorare le prestazioni fisiche, favorendo la perdita di grasso e aumentando la resistenza. Per questo motivo è inserito nella lista delle sostanze proibite dalle norme antidoping internazionali. Il clenbuterolo può essere rilevato anche in seguito al consumo di carne contaminata. In alcuni Paesi la sostanza è stata utilizzata illegalmente negli allevamenti e proprio questa circostanza ha provocato, negli anni, diversi casi controversi nel mondo dello sport.

Nessuna squalifica per i giocatori della Tunisia

Al momento non ci sarebbero indicazioni di un'assunzione intenzionale da parte degli otto calciatori tunisini. I risultati dei controlli sono stati classificati come «atipici» e non come positività definitive: una distinzione fondamentale dal punto di vista delle procedure antidoping. I livelli rilevati sarebbero infatti sufficientemente bassi da richiedere ulteriori verifiche, ma non tali da determinare automaticamente una sospensione o l'apertura di un procedimento disciplinare. Secondo le prime ricostruzioni, l'ipotesi ritenuta più probabile è quella della contaminazione alimentare. I giocatori avrebbero consumato carne contaminata durante il soggiorno in Messico, Paese nel quale in passato sono già stati documentati casi simili. Le autorità competenti avrebbero informato anche i club di appartenenza dei calciatori coinvolti, seguendo la normale procedura prevista in queste circostanze. Al momento, però, non sarebbero previste squalifiche e la vicenda viene trattata principalmente come un possibile caso di contaminazione accidentale.