È il Mondiale dei numeri 9. Quanto hanno pesato i centravanti? Le cifre sono spaventose

Da Kane a Haaland, fino ad arrivare a Romelu Lukaku: statistiche da record nel corso della competizione in scena in America
Giulia Mazzi
5 min

C'è un numero che nel corso di questo Mondiale sembra essersi materializzato un po’ ovunque sui tabellini di mezzo mondo, cucito sulle spalle di chi ne sta scrivendo la storia: è il 9, quello del centravanti puro che per definizione vive per il gol e sotto porta non perdona. Da Haaland a Kane fino a Lukaku, i 9 sono tornati a spadroneggiare, come tradizione vuole, ognuno a modo suo ma con una costante in comune: sono di nuovo letali. E con i 10 che li tallonano anche quando si tratta di segnare.

I numeri 9 guidano la classifica marcatori

Sono loro le figure leggendarie da album Panini che in America controllano (o quasi) le luci della ribalta e anche la classifica marcatori. Sembra quasi un controsenso ma nella Coppa del Mondo extralarge più moderna di sempre, il verdetto del campo torna a essere vintage. O forse no, forse è giusto così perché, come hanno imparato anche gli Stati Uniti a loro spese, è il pallone alla fine a parlare, con il suo giudizio insindacabile.

Nel torneo americano le due anime del calcio, quella dell’istinto puro e quella della visione, tornano a contendersi la scena partita dopo partita, e i quarti di finale - che si aprono oggi a Boston con in campo due 10 di prim’ordine come Mbappé e Brahim Diaz - promettono di essere il primo vero banco di prova per capire chi, tra i 9 e i 10, scriverà la pagina più importante di questo Mondiale.

Ma quale crisi dei bomber

MA QUALE CRISI. Si è parlato molto, nell’ultimo anno e a ogni latitudine, della crisi dell’attaccante nel senso più classico: niente di più lontano dalla realtà in questa estate americana fatta di bomber tirati a lucido e 266 gol totali segnati in tutti i modi e da tutti i numeri. Con un’unica eccellente esclusione: arrivati ai quarti di finale, manca ancora il gol del portiere, del numero 1. 
E quindi eccoli, i 9 e i 10 dell’estate americana: 66 gol su 266 totali realizzati finora. Ciò significa che quasi uno su quattro arriva da chi ha cucito sulle spalle uno dei due numeri più evocativi della storia del calcio. Da Messi a Haaland, da Mbappé a Kane e Bellingham: cannonieri senza pietà, monopolizzatori di prime pagine, 9 e 10 da manuale, i cinque qui nominati sono in quest’ordine i primi ad aver messo a ferro e fuoco la classifica marcatori dell’estate. Tutti e cinque ancora in corsa per la Scarpa d’Oro, hanno segnato complessivamente la bellezza di 32 gol in 96 partite: il 12% del totale.

Numeri da record

L’ANTIDOTO. Numeri che stanno già facendo la storia: al netto delle 32 partite in più (l’intera fase dei sedicesimi), durante il Mondiale di quattro anni fa furono segnati 170 gol considerando l’intero torneo, per una media di circa due gol e mezzo a partita. La statistica è già salita in generale - al momento siamo a poco meno di 3 per gara - ma anche nel particolare: se i gol dei 10 erano 30 anche nel 2022, come quest’anno, i 9 sono tornati al centro dell’area e del tabellino marcatori, con 36 gol contro i 28 del Qatar. A riprova che sì, contro il logorio del calcio moderno l’antidoto è sempre e soltanto uno: il gol dell’attaccante. Che sia il Marziano Messi, 39 anni compiuti nemmeno un mese fa e 8 gol realizzati fin qui in 5 partite, oppure il cannibale Haaland, 14 anni e un gol in meno, al suo primo storico Mondiale.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Mondiali 2026