
Spagna in finale ai Mondiali: delusione tremenda per la Francia, sconfitta meritata
Adieu Francia: la favoritissima per la vittoria del Mondiale saluta mentre la Spagna, con grandissimo merito, vola in finale. Il 2-0 rispecchia solo fino ad un certo punto la disparità di prestazione. Yamal e compagni hanno dominato, sono stati una squadra: nei movimenti, nell’intesa, nel pressing e nei ripiegamenti. A differenza della Francia, che invece mai come oggi in questa competizione ha giocato solo con le individualità, che però oggi non hanno brillato abbastanza.
Oyarzabal su rigore (imperdonabile la disattenzione di Digne) e Pedro Porro hanno messo le loro firme sulla partita. Ma c'è da sottolineare anche l’intelligenza di Rodri e di tutto il centrocampo spagnolo che ha sovrastato quello francese (orfano all’inizio di Koné, ma anche dopo il suo ingresso non è che sia andata così tanto meglio…), e l’incredibile classe di Dani Olmo. Al di là del fantastico assist sul secondo gol, il giocatore del Barça non ha sbagliato una scelta o una posizione in campo.
E così la squadra di de la Fuente, che chiude il match tra gli olé del proprio pubblico, può sedersi e aspettare la vincente tra Inghilterra e Argentina. Consapevole, ancora di più dopo questa vittoria prestigiosa, che quella Coppa può davvero tornare a Madrid.
Disastro Digne
Deschamps lascia in panchina Koné, il titolare con Rabiot a centrocampo è Tchouameni. Nella Spagna c’è ancora una volta dal primo minuto Fabian Ruiz sulla mediana. L’inizio del match è esemplificativo delle caratteristiche delle squadre: la Spagna con il solito possesso palla orizzontale, in attesa di accelerazioni improvvise, la Francia aspetta e appena può cerca di servire in verticale le punte. Al 20’ Digne commette una clamorosa ingenuità in area: controlla male il pallone, Yamal interviene e il terzino lo colpisce con un calcio. Maignan non può nulla: Oyarzabal trasforma dal dischetto con sicurezza. Tutti aspettano una reazione della Francia e invece è la Spagna a dominare la partita. E se non fosse per un intervento disperato di Upamecano, arriverebbe anche il raddoppio al termine di un’azione tutta di prima a mille all’ora, conclusa da Fabian Ruiz. Si infortuna Saliba, entra Lacroix.
I cambi di Deschamps non incidono
All’inizio del secondo tempo, nella Francia c’è Koné al posto di Rabiot (che era stato ammonito). Qualcosa non funziona nell’attacco della squadra di Deschamps e allora fuori Barcola e dentro Doué. Ma è la Spagna a raddoppiare. Pedro Porro chiede l’uno-due a Dani Olmo, che riesce a restituirgliela nonostante sia pressatissimo e sostanzialmente manda in porta il compagno: sul diagonale, Maignan può solo guardare. Dopo poco anche Yamal va a segno, ma la sua posizione è chiaramente in fuorigioco. A questo punto, per la prima volta nel match, la Francia alza il baricentro con un po’ più di convinzione. Mbappé prova con qualche azione solitaria a scuotere un po’ i suoi. Deschamps le prova tutte: toglie un disastroso Digne (dentro Theo Hernandez) e richiama in panchina anche Olise, poco ispirato, e mette dentro Cherki. De la Fuente risponde sostituendo Oyarzabal con Ferran Torres, poi manda in campo anche Pedri e Merino per Fabian Ruiz e Dani Olmo. Non cambia granché nella partita. La Spagna rischia pochissimo e conquista la finale.
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