Messi, il retroscena: la Spagna fu vicina a portarlo in nazionale!
Domani sera, Leo Messi potrà sollevare la sua seconda Coppa del Mondo come capitano dell’Argentina. Ora, fermiamoci un momento, però, e facciamo uno sforzo d’immaginazione. Immaginiamoci, invece, la Pulce sul fronte opposto, con indosso la casacca della Spagna. Assurdo, vero? Neanche tanto, perché in tempi non sospetti la Federcalcio iberica provò a convincere la Pulce a vestire la maglia della Roja! Una vicenda degna di una spy story, risolta attraverso un’amichevole organizzata in fretta e furia, che alla resa dei conti, cambiò il corso della storia.
Il tentativo
La vicenda è stata ricostruita di recente anche da un gustoso documentario trasmesso da Disney+ ed Espn. Messi si trasferisce a Barcellona, nel 2000, insieme a papà Jorge. Fin da subito, stupisce tutti per le sue qualità fuori dal comune. Eppure l’Argentina non lo prende in considerazione, perché non ne conosce l’esistenza! Situazione che incoraggia il responsabile del settore giovanile della Spagna, Melendez, a provare il colpaccio, con l’ausilio, tra gli altri, dei giovanissimi Fabregas e Piqué, che esercitano la loro pressione per convincere il riservatissimo compagno di club a propendere per la Roja, come confermato dallo stesso Melendez, attraverso le pagine di As. «Abbiamo provato a convincerlo a giocare con noi. Avevo ben otto giocatori del Barça, che mi aiutavano a parlare con lui, però non ne voleva sapere», la conferma del dirigente spagnolo. «Un giorno del Bosque mi disse che se l’avessimo convinto la Spagna, adesso, avrebbe due o tre Mondiali in più».
Velocità
La stretta amicizia tra l’allora presidente della Federcalcio spagnola Villar e il pari grado argentino Grondona, consigliava un approccio discreto. «Provammo a convincerlo dicendogli che fino ai 21 anni avrebbe avuto tempo di tornare sui suoi passi, secondo quanto prevedeva il regolamento dell’epoca», spiega lo stesso Melendez. In realtà, la vicenda assume tinte da leggenda a partire dal 2002, quando l’allora ct dell’Albiceleste Marcelo Bielsa, appare a Barcellona per visionare alcuni convocabili. L’allora agente di Leo, Horacio Gaggioli, gli fa arrivare un video con alcune giocate di Messi. Il mito racconta che El ‘Loco’, alla prima visione, commenta al suo braccio destro, Claudio Vivas: «Mettimelo a velocità normale, che non si capisce molto». «Marcelo, è già a velocità normale!», la replica.
Blindato
Nei mesi successivi, i contatti s’infittiscono, ma il momento decisivo arriva a fine giugno del 2004, quando la Federcalcio argentina organizza, in fretta e furia, due amichevoli dell’Albiceleste con Paraguay e Uruguay, appositamente per blindare Leo, che cosi fa la sua scelta definitiva di giocare con l’Argentina. Il 26 settembre del 2005, Messi otterrà anche la cittadinanza spagnola, ma a quel punto ha già disputato le due partite con Ungheria e Paraguay con la Nazionale maggiore. Non si può più tornare indietro. La storia, ormai è scritta, per la goduria del popolo argentino, che con Messi al comando festeggerà un Mondiale Under 20, l’Oro olimpico di Pechino, 2 Coppe America, una Finalissima e, soprattutto, Qatar 2022. In attesa di un possibile bis.
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