Delusione Brasile ma Ancelotti ha un piano: ricostruire la nazionale ripartendo da Vinicius e i giovani
All’indomani della dolorosa eliminazione dai Mondiali per mano del gigante Erling Braut Haaland, la delusione è profondissima in Brasile. Un altro 5 luglio, dopo quello del 1982, quando la generazione dei fenomeni Zico, Junior, Toninho Cerezo, Falcao e Socrates venne spazzata via dalla tripletta di Pablito Rossi. Una nuova conferma della maledizione Norvegia, l’unica Nazionale che non si è mai arresa davanti al talento della Seleçao, con le sue 3 vittorie e i suoi 2 pareggi. Un’impennata di frustrazione per il peggior risultato da Italia 1990, dove la Canarinha fu eliminata, sempre ad altezza ottavi, dall’Argentina di Maradona. Dopo quel lutto, però, arrivarono due successi a Usa 1994 e in Corea del Sud e Giappone, nel 2002, intervallati dal secondo posto in Francia. Un appiglio da cui può ripartire Carlo Ancelotti, a cui è stata ribadita la piena fiducia, al termine della gara, dalla Confederação Brasileira de Futebol (CBF) attraverso il direttore esecutivo Rodrigo Caetano, che l’aveva già blindato con un rinnovo con scadenza procrastinata all’estate del 2030, individuata già in partenza come il momento più propizio per un serio assalto alla sesta Coppa del Mondo.
Lo sconforto
«La fine del cammino», la desolata constatazione di Globesport dopo il dramma del MetLife Stadium. Segue un breve focus su alcuni dei protagonisti più attesi e sul loro rendimento, ad iniziare da Vincius: «Non è riuscito a fare la differenza, come era accaduto nelle precedenti partite». Il dito poi, viene puntato su Endrick, che la stragrande maggioranza dei media brasiliani avevano eletto come possibile uomo del destino. «Ha ricevuto un assist perfetto da Vini, ma solo davanti al portiere ha calciato malissimo!». Ad Ancelotti, invece, viene contestata la scelta di aver escluso, in partenza, l’attaccante del Chelsea Joao Pedro. «La mancanza di opzioni, in avanti, è risultata evidente». Espn Brasile, invece, preferisce rendere merito ai rivali. «Il Brasile si vede distrutto da Haaland in dieci minuti». Folha di San Paolo, chiosa con malinconia: «Il Brasile cade e il sogno del sesto titolo finisce qui».
Brasile, il nuovo inizio
«Ora è il momento di gestire questa grande tristezza, ma da domani dobbiamo iniziare a pensare già al futuro. Ripartiamo da un gruppo di giovani interessanti, di meno giovani che sono molto forti e di veterani che possono continuare ad aiutarci», la riflessione a caldo del saggio Ancelotti. L’allenatore emiliano impersona il simbolo del cambio di filosofia nella gestione della Canarinha da parte della CBF, dopo l’interminabile periodo di instabilità seguita all’uscita di scena del ct Tite, dopo i Mondiali del Qatar, con i vari Fernando Diniz, Ramon Menez e Dorival Jr che si sono susseguiti, senza troppo costrutto, sulla panchina verdeoro. «Questa sconfitta è il primo passo del nuovo ciclo che si apre», ha ribadito mister Champions League, a cui resta il rammarico per le occasioni sprecate sullo 0-0. «Abbiamo avuto diverse possibilità di segnare. Non meritavamo di perdere. Peccato per il rigore sbagliato. Nessuno dei nostri tre migliori rigoristi era in campo. Secondo i nostri dati, Bruno aveva numeri migliori di Vinicius, per questo ha calciato lui». Ora inizia il lavoro in vista dei prossimi Mondiali del 2030. Non ci sarà Neymar, che si è congedato via social, dopo aver siglato il suo amaro 80º gol in Nazionale: «Ci ho provato, ci ho provato. Ora è finita».
