Caos Egitto al Mondiale, Salah e compagni bloccati: perché non sono riusciti ad arrivare a Seattle

Il governo degli Stati Uniti ha impedito alla nazionale nordafricana di raggiungere anticipatamente la sede della loro prossima partita

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Pubblicato il 23.06.2026, 16:26

Il Mondiale del 2026, specialmente per le partite negli Stati Uniti, è già stato caratterizzato da permessi negati e nazionali obbligate a cambiare programmi anche a poche ore di distanza dalle partite. Basti pensare al caso dell'Iran che non ha potuto fissare l proprio quartier generale negli Stati Uniti, obbligati ad andare in Messico e fare i "pendolari" dopo ogni partita. Stesso trattamento riservato stavolta all'Egitto

 

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Egitto, negato il permesso di soggiornare a Seattle: i dettagli

La squadra di Salah è molto vicina a una storica qualificazione ai sedicesimi del Mondiale. La vittoria contro la Nuova Zelanda in rimonta ha lanciato il cammino dei nordafricani che ora credono alla qualificazione. La partita si è giocata a Vancouver e la delegazione egiziana aveva in programma di viaggiare direttamente dalla città canadese verso Seattle, sede della prossima partita del 27 giugno contro l'Iran, decisiva per il passaggio del turno.

 

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Una strategia in modo da alleggerire lo stress per il viaggio. Ma così non è stato: il ct dell'Egitto Hossam Hassan, attraverso il sito della Federcalcio egiziana, ha fatto sapere che le autorità locali hanno negato alla delegazione di soggiornare a Seattle. Così Salah e compagni sono stati costretti a rientrare nel ritiro di Spokane, a circa 450 chilometri dalla sede della prossima partita.