
Inghilterra, che stoccate tra Tuchel e Bellingham: "Il ct dice che abbiamo giocato male? Forse non sa..."
Sarà stata, senza dubbio, l'adrenalina della partita. Ma, altrettanto senza dubbio, il post partita dell'Inghilterra, fresca semifinalista al Mondiale, non è stato serenissimo. Mentre il principe William, firmandosi "W", come di consueto, si complimenta per il risultato, tengono banco le dichiarazioni del ct, Tuchel, a cui immediatamente ha risposto, piccato, l'eroe di serata, Bellingham. Tuchel, infatti, ha detto: "Oggi siamo stati fortunati. Il modo in cui abbiamo giocato è stato sciatto, abbiamo commesso molti errori tecnici. Tutto questo non ha nulla a che fare con la mentalità. Dobbiamo giocare meglio".
Bellingham e la risposta piccata a Tuchel
Le parole di Tuchel vengono immediatamente riferite a Bellingham che, a caldo, non gradisce: "Non penso sia così, forse non sa cosa significa affrontare una squadra con Haaland, Odegaard, Nusa, Sorloth… Abbiamo cercato di creare un ambiente positivo e dovremmo continuare così andando alle semifinali. Non si vince ogni partita facendo girare la palla e con 1000 passaggi, a volte devi vincere sporco, e stasera l'abbiamo fatto". Apriti cielo, l'intervista di Bellingham diventa immediatamente virale. Molto più delle parole sull'amicizia proprio con Haaland.

Le parole da brividi di Bellingham per Haaland
Eccole: "La prima persona che volevo vedere dopo la partita era Erling. La gente ci ha visto rivali per 90 minuti, io ho visto solo mio fratello. L’ho visto lì in piedi con la delusione del risultato sulle spalle, e sapevo esattamente come si sentiva perché ci sono passato anch’io. Per questo sono andato dritto da lui. Non per le telecamere o i titoli, solo per ricordargli che un risultato non definirà mai chi è. Abbiamo condiviso momenti indimenticabili insieme al Dortmund. Ci spingevamo l’un l’altro ogni singolo giorno, festeggiavamo insieme e crescevamo insieme. Quel tipo di legame non svanisce solo perché indossiamo maglie di nazionali diverse. Gli ho detto di tenere la testa alta perché è ancora uno dei migliori giocatori al mondo. Il modo in cui lotta per la Norvegia, i sacrifici che fa e la passione che mostra per il suo paese meritano solo rispetto. Stasera eravamo avversari. Domani, sarà sempre mio fratello. Gli sarò sempre vicino, proprio come so che lui ci sarà per me". Ben altro tenore, decisamente, rispetto al botta e risposta con Tuchel.
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