Come la Norvegia ha superato l'Italia, Blomberg: "Il Bodo se la gioca in Europa, voi non avete più Del Piero e Inzaghi"

Dai segreti del club scandinavo che ha battuto anche l'Inter fino al Mondiale di Haaland e Mbappé, l'esterno si racconta: "In Champions vorrei affrontare il Milan"
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Mazzi-Zucchelli
Mazzi-Zucchelli

6 min

Pubblicato il 26.06.2026, 11:35

C’è una Norvegia che si allena, gioca eppure non è al Mondiale. È quella di Ole Didrik Blomberg, 26 anni, esterno offensivo del Bodo che, tra le altre cose, nell’ultima Champions League ha fatto gol alla Juventus e si è tolto lo sfizio di realizzare due assist nella vittoria contro il City. Dell’amico Haaland: «A dir la verità non lo conosco personalmente, l’ho solo affrontato da avversario».

E non andò malissimo…

«In effetti no, è stata una delle mie migliori partite».

Come vive un giocatore in Norvegia?

«Molto bene. Nelle scorse settimane abbiamo avuto le vacanze estive, il resto della squadra è al Mondiale e la stagione sta per ricominciare. La vita in Norvegia per un calciatore è molto rilassante, ci alleniamo molto ma è facile fare il calciatore a Bodo. I tifosi sono tranquilli, non abbiamo hoolingans qui. Le persone ci incontrano per strada e ci salutano».

 

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Lei però non è originario di Bodo.

«No, sono di Bergen. È una città molto bella, ma qui sto bene: mi sono trasferito un anno e mezzo fa. Io e la mia fidanzata Jessica siamo fidanzati ufficialmente e stiamo aspettando il nostro primo figlio».

Ostigard ha seguito la nascita dell’erede su FaceTime. Lei cosa avrebbe fatto al suo posto? Sarebbe rimasto o andato in patria come il belga Doku?

«Non so ma se fosse stata una partita diciamo normale della mia squadra, sarei stato all’ospedale per assistere alla nascita di mio figlio».

A che punto è il calcio in Norvegia?

«Stiamo costruendo il nuovo stadio a Bodo, non vedo l’ora di vederlo. Per noi è impossibile avere un campo in erba, abbiamo il sintetico che è un elemento di difficoltà per le squadre italiane e un elemento di vantaggio per noi. Ma il calcio norvegese ha fatto molti passi avanti, ora ci sono almeno un paio di squadre che possono competere a livello europeo».

Sta seguendo il Mondiale in America?

«Ci provo ma con il fuso orario qui in Norvegia le partite iniziano nel bel mezzo della notte quindi non riesco a seguirle tutte in diretta».

Dove pensa che possa arrivare la Norvegia?

«Abbiamo una squadra molto forte, con giocatori importanti anche a livello internazionale. Ci hanno etichettati come il “dark horse” della competizione e questo attira molto l’attenzione. Per anni abbiamo avuto molte debolezze ma ora la squadra è solida, abbiamo giocatori molto forti soprattutto in attacco».

La scorsa stagione ha affrontato Inter e Juventus in Champions, cosa pensa del calcio italiano?

(silenzio) «Non sono più forti come una volta. L’Italia ha buoni giocatori, certo, ma i Pirlo, i Del Piero, gli Inzaghi io non li vedo più. Non so cosa manca, forse qualcosa nel modo in cui crescono i giovani, nel modo in cui si allenano fin da piccoli. Il calcio è cambiato molto negli ultimi anni, è diventato molto più fisico. La Serie A ha perso smalto ma resta nella top 4 dei migliori campionati al mondo».

Spera di giocare in Champions anche la prossima stagione?

«Certo, per noi è una competizione molto importante. Ci teniamo molto, per questo non siamo riusciti a vincere l’ultimo campionato».

C’è una squadra italiana contro cui vorrebbe giocare?

«Il Milan. Non perché lo tifassi da bambino ma perché è una delle ultime big italiane che mi manca».

Chi è per lei il miglior giocatore al mondo in questo momento?

«Qualche anno fa avrei detto Messi, ora dico Mbappé. Per me il Mondiale lo vincerà la Francia ma ovviamente oggi tiferò Norvegia».

Le piacciono anche altri sport oltre al calcio?

«A volte quando abbiamo un giorno libero gioco a golf: a Bodo abbiamo un bellissimo campo che usiamo anche di notte per goderci il sole di mezzanotte. Poi seguo la pallamano e il tennis. Mi piace molto Ruud. E poi Klaebo e Blummenfelt, due dei migliori atleti norvegesi: sono due macchine».

Per allenarvi anche a temperature così rigide seguite una dieta particolare?

«Cerchiamo di tenere un regime alimentare semplice con tanto riso, tanto pollo, bistecche, e ovviamente tanto salmone norvegese».

La nazionale ha portato il Brunost, il formaggio tipico norvegese, anche negli Stati Uniti.

«A me non piace, è troppo forte e caramellato».

Qual è il suo sogno adesso?

«Vorrei tornare in Champions con il Bodo e andare più avanti rispetto alla scorsa stagione. Personalmente, non ho un obiettivo in testa ma se qualcosa arriverà, valuterò. Altrimenti, qui ho una bella vita. E magari la prossima volta al Mondiale ci sarò anche io».