
Così Haaland ha salvato la monarchia della Norvegia dopo un anno di scandali
Per la Norvegia Erling Haaland non è solo il bomber che sta trascinando la nazionale ai Mondiali 2026. In queste settimane è diventato qualcosa di ancora più grande: il volto di un Paese che prova a lasciarsi alle spalle mesi segnati da scandali, malattie e crisi istituzionali. Mentre il vichingo del Manchester City continua a segnare (e sognare), grazie a lui la monarchia norvegese ha ritrovato un'occasione per tornare a sorridere.
Haaland e gli scandali della monarchia norvegese con la principessa Mette-Marit
Pochi minuti dopo la vittoria contro il Brasile, la Casa Reale norvegese ha diffuso una fotografia destinata a fare il giro del Paese. La principessa ereditaria Mette-Marit, con la sciarpa della nazionale, sorride accanto al marito Haakon. Un'immagine che vale molto più di un semplice scatto celebrativo. È infatti la prima apparizione pubblica della principessa 52enne dopo il delicato trapianto di polmone affrontato a giugno. Un'operazione resa necessaria per via della fibrosi polmonare cronica, scoperta nel 2018 e che negli ultimi anni l'ha messa a dura prova. Alle difficoltà di salute si sono aggiunte le polemiche esplose nei primi mesi dell'anno, quando il nome di Mette-Marit è comparso nei documenti relativi ai rapporti con Jeffrey Epstein. I due erano molto vicini ed erano soliti scambiarsi email e passare del tempo insieme. Ma la diretta interessata ha rinnegato quel legame: "Era solo un amico ma mi sbagliavo. Mi manipolava, non me ne accorgevo". Come se non bastasse, il figlio maggiore Marius Borg Høiby, nato da una precedente relazione all'incontro con l'erede al trono Haakon, è stato condannato a quattro anni di carcere per due episodi di stupro e numerosi altri reati, una vicenda che ha monopolizzato per mesi le cronache scandalistiche e alimentato dubbi sul futuro della monarchia norvegese. Molto amata dai sudditi ma gravemente danneggiata da queste vicende. In questo scenario così delicato, il Mondiale è diventato anche un'occasione di rilancio dell'immagine della famiglia reale. La presenza della principessa Ingrid Alexandra e del fratello, il principe Sverre Magnus, sugli spalti negli Stati Uniti, insieme alle immagini dei genitori Haakon e Mette-Marit partecipi delle emozioni della squadra, ha restituito ai norvegesi una monarchia più vicina alle persone.
Haaland, il simbolo di una Norvegia che vuole tornare a sorridere
In campo Haaland continua a fare ciò che gli riesce meglio: segnare. Fuori dal campo, però, il venticinquenne rappresenta qualcosa di ancora più potente. Vive lontano dai riflettori insieme alla compagna Isabel Haugseng Johansen e al loro figlio, evita gli eccessi mediatici ed è diventato uno dei personaggi più amati del web grazie ai meme che lo vedono protagonista. Anche la sua esultanza, l'ormai celebre Viking Row, è ormai un fenomeno nazionale: viene imitata nelle scuole, nelle piazze, perfino dai militari e dai parlamentari. È l'emblema di una Norvegia che ritrova orgoglio e appartenenza. E fotografia che più di tutte racconta questo momento è forse quella scattata nello spogliatoio dopo la partita col Brasile. Haaland abbraccia la principessa Ingrid Alexandra, infrangendo il rigido protocollo reale. Un gesto spontaneo che, invece di suscitare (altre) polemiche, è stato accolto come il simbolo perfetto di un Paese che, grazie al suo campione, ha ritrovato entusiasmo, unità e speranza dopo un annus horribilis.
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