Portogallo, che bordate da Lisbona! I giornali: "Un circo degli orrori". E Quaresma non le manda a dire a Ruben Dias...

Nella notte successiva all'eliminazione della nazionale lusitana dal Mondiale non si risparmia nessuno. Pioggia di critiche da Martinez a Ronaldo passando per Ruben Dias
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Qualcuno direbbe "quando piove, diluvia". È esattamente questo il caso per il Portogallo, eliminato dal Mondiale a causa di una rete di Merino al 91' in una partita tediosa e passiva da parte di Ronaldo e compagni, una vera e propria doccia gelata che ha acceso il fuoco delle critiche dei portoghesi, anche i più autorevoli, verso i protagonisti in negativo dell'avventura americana. Il principale fattore ad alimentare la frustrazione di Lisbona è legata all'immensa quantità di talento individuale di cui disponeva la squadra di Martinez, reputata una plausibile e legittima candidata al trofeo, abbinato allo scarso rendimento collettivo nel momento del bisogno. D'altro canto, si sa, le aspettative più elevate producono i disinganni più grandi. 

I media portoghesi durissimi su Martinez: "Un timido incapace"

L'ormai ex ct del Portogallo Roberto Martinez è stato il primo a finire sul banco degli imputati proprio per la scarsa capacità riscontrata di fare coesistere giocatori dal grande valore tecnico singolo, evidentissima quella tra Bruno Fernandes e Vitinha che si sono opacizzati a vicenda, in quello che è stato definito un "circo degli orrori". Martinez è stato definito sul celebre quotidiano nazionale A Bola "un diplomatico incaricato da una federazione spaccona ed arrogante di evitare problemi e sorridere mentre la casa brucia, un timido incapace". Al CT spagnolo è stato rimproverato in primis un ostinazione eccessiva nel far giocare Cristiano Ronaldo in maniera considerevole in tutte le partite, specialmente nella sconfitta contro la Spagna, incontro nel quale gli sarebbe stato preferito, informalmente, Goncalo Ramos, fresco marcatore decisivo contro la Croazia nel recupero. Gli interrogativi circa l'assenza del nuovo attaccante del Milan durante l'extra time di ieri sono stati accentuati dall'entità dell'occasione più lampante dei lusitani con un colpo di testa del minuto Bernardo Silva, lo stesso gesto tecnico con cui l'ex PSG aveva timbrato il cartellino nella partita precedente dei suoi. In patria, a seguito dei pesanti attacchi a Martinez, si sono detti invece soddisfatti con l'arrivo imminente del veterano 71enne Jorge Jesus, ex Benfica e ultimo allenatore all'Al Nassr proprio di CR7.

Cosa è successo tra Quaresma e Ruben Dias 

E non finisce qui. L'ex trequartista di Inter e Benfica Ricardo Quaresma, inviato da LiveModeTv nel post Portogallo-Spagna, si è ritrovato a conversare con Ruben Dias circa la cocente eliminazione appena avvenuta, non esentandosi però dal muovere accuse pesantissime sia al mister che ai giocatori singoli. Prima si dice esterrefatto dalle dichiarazioni di Martinez nelle quali quest'ultimo si diceva comunque contento e orgoglioso del percorso fatto dal Portogallo, vincitore della Nations League 2025. "Orgoglioso di cosa? In Belgio con una generazione fantastica ha fallito,viene qui e fallisce di nuovo. Una Nations League? È questo ciò di cui dobbiamo acontentarci?" dice Quaresma. Poi lascia la parola al difensore del Manchester City che ha descritto quella contro la Spagna come la miglior partita dei suoi in questo Mondiale. Il Trivela gli ha prontamente risposto: "Non sono d'accordo, avresti potuto fare di più. Hai giocato troppo sulle fasce senza mai cercare la profondità". A quel punto Dias spiega come nonostante avessero a disposizione dei giocatori eccellenti fosse stato difficile trovare un equilibrio, Quaresma :" Abbiamo Leao, Neto, Conceiçao per gli 1 contro 1. Non si tratta solo di passarsi la palla, avremmo dovuto giocare in modo più offensivo". Ancora il capitano del City: "Ognuno ha la sua opinione, abbiamo giocato per provare a cercare un equilibrio, non può essere tutto uno bang, bang, bang tutto in avanti". Si chiude dunque un capitolo fondamentale della storia dei Campioni d'Europa nel 2016 che si troveranno ora orfani (per fortuna?) di quello che probabilmente è stato il giocatore più significativo della loro storia e con l'incognita nel saper valorizzare dei giocatori top nelle loro rispettivi club, tiepidi con il Portogallo.


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