Invincibile Spagna, 37 partite senza ko. Capolavoro de la Fuente, ct "senza curriculum"
In Spagna si dice dar un baile, impartire una lezione di calcio, quando una squadra gioca una partita così bene come ha fatto la Roja contro l'inebetita Francia, invano stimolata da Mbappé. Dopo sedici anni, i campioni d'Europa hanno guadagnato con vistoso merito un'altra finale mondiale. Di più. La Nazionale di Luis de la Fuente è arrivata a 37 partite consecutive senza subire sconfitte entro i tempi supplementari, eguagliando il primato assoluto detenuto dall’Italia di Roberto Mancini, capace di rimanere imbattuta per 37 gare tra il 2018 e il 2021. Eppure, l'8 dicembre 2022, quando l'ex difensore dell'Athletic Bilbao venne chiamato a sostituire Luis Enrique, esonerato dopo essere stato eliminato dal Marocco negli ottavi di Qatar 2022, in patria gli dissero: non hai il curriculum. Errore marchiano. Tecnico federale dal 2013, nel 2018 de la Fuente vince l'oro ai Giochi del Mediterraneo con l'Under 18; nel 2019 diventa campione d'Europa con l'Under 21; nel 2021 si aggiudica l'argento con l'Olimpica ai Giochi di Tokyo; promosso nella Nazionale maggiore, nel 2023 conquista l'Europa League; nel 2024 il titolo europeo. Cultore di Marco Aurelio, de la Fuente tra ispirazione dai "Colloqui con se stesso" del grande imperatore romano e filosofo stoico vissuto nel secondo secolo dopo Cristo. L'opera è conosciuta anche con il titolo "Pensieri o Ricordi", dodici libri di guida all'automiglioramento. Durante il Mondiale, il ct della Spagna ha citato spesso Marco Aurelio anche per spiegare come ha costruito questa grande Spagna, mix di tecnica, tattica, psicologia; di talenti (Yamal, Nico Williams) e sagacia (Rodri); agonismo (Cucurella), porta chiusa (Unai Simon) e micidiale efficacia realizzativa (Oyarzabal, 30 reti in 60 presenze).
"Tu hai potere sulla tua mente, non sugli eventi esterni. Realizza questo e troverai la forza", scriveva Marco Aurelio. E anche: "La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri". Meno male che Luis non aveva il curriculum. E pensare che, a proposito di se stesso, in Figc l'ha detto anche Silvio Baldini, come de la Fuente legatissimo all'esperienza Under 21. Chissà se nei giorni del totoct Italia, non avere il cv possa essere una chance. Anche una sola.
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