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Allarme Gabrielli: «Roma-Lazio? Non sono serenissimo»

Allarme Gabrielli: «Roma-Lazio? Non sono serenissimo»
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Il prefetto: «Se continueranno a dire "non rientriamo finché non togliete le barriere", di derby senza curve ne vedremo in maniera industriale»

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venerdì 6 novembre 2015 13:40

ROMA - “Non sono serenissimo, purtroppo”. Le parole del prefetto di Roma, Franco Gabrielli, pesano sulla vigilia del derby Roma-Lazio, in programma domenica 8 novembre alle 15 allo stadio Olimpico e riflettono la preoccupazione diffusa fra più parti che, all'esterno dello stadio, si possano verificare incidenti. Gabrielli è intervenuto in diretta durante la trasmissione “Radio Radio Mattino Sport & News”, in onda stamane su Radio Radio, la prima talk radio italiana diretta da Ilario Di Giovanbattista, ospite in studio Xavier Jacobelli, direttore editoriale di corrieredellosport.it. Al centro della dura contestazione degli ultrà di Lazio e Roma per la segmentazione delle curve, Gabrielli è andato dritto al cuore della questione: “L'ultimo derby, disputato senza barriere e senza suddivisione della curve, è stato un evento in cui abbiamo impiegato 1.700 uomini e purtroppo ci sono stati due accoltellati, ci sono stati incidenti a Ponte Milvio, ci sono state cariche. Così si allontanano le persone perbene dagli stadi. Questo è il tifo che, dal mio punto di vista, allontanerà le persone perbene dallo stadio, costringerà noi a far caricare sui contribuenti un onere ormai non più sopportabile e, ovviamente, porterà la radicalizzazione dei confronti. Io sono un inguaribile ottimista: confido nel fatto che alla fine prevalga il buon senso, anche se purtroppo in alcuni settori il buon senso non ha cittadinanza, ma noi ci stiamo attrezzando e gestiremo come al solito e al meglio delle nostre possibilità e capacità. È chiaro che se questi signori pensano che l’unica logica è quella dello scontro credo che siano destinati non solo a farsi del male, oltre a far male agli altri, ma anche a far sì che questo stato di cose permarrà senza fine. Come ho dichiarato nell'intervista rilasciata al Corriere dello Sport-Stadio, è immorale far impiegare 1700 uomini per una partita di calcio quando ci sono intere aree della città che non vedono una volante neanche pagandola di tasca propria”.

Il prefetto ha poi detto a SkyTg24:  “Continuo a sostenere che solo se ci sarà un diverso modo di atteggiarsi del tifo potranno essere riviste, ma non si pensi che il gioco sia del tipo ‘non rientriamo finché non togliete le barriere’. Se questo è l’atteggiamento, di derby senza curve ne vedremo in maniera industriale”.

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