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Serie A, un’altra resa ai razzisti: il Questore doveva fermare la partita, altro che 3’ di stop

Serie A, un’altra resa ai razzisti: il Questore doveva fermare la partita, altro che 3’ di stop
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Se è vero che la decisione finale tocca al responsabile dell’ordine pubblico, incapace di lanciare un segnale forte, è altrettanto vero che o il calcio rompe con questo Stato debole o i barbari l’avranno sempre vinta

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di Xavier Jacobelli

giovedì 4 febbraio 2016 00:24

ROMA - La settima vittoria consecutiva del Super Napoli capolista e il tredicesimo successo di fila dell’irriducibile Juve, che al Napoli non dà mai tregua, contraddistinguono a suon di primati la ventitreesima giornata di un campionato, mai così avvincente, aspettando lo sconto diretto del 13 febbraio a Torino. Lo conferma il successo della Fiorentina all’ultimo respiro, firmato dal capolavoro del redivivo Zarate; lo avvalora il ritorno dell’Inter, al decimo 1-0 della stagione, guarda caso siglato da Icardi al gol n.50, che però nel derby era partito riserva (vero, Mancini?); lo testimonia lo scatto del Milan che, nelle ultime 10 partite, ha inanellato 5 vittorie, 4 pareggi e 1 sola sconfitta per non dire del ritorno della Roma spallettiana. In testa ai canonnieri c’è Higuain, un vero fenomeno (23 gol in 23 partite, Angelillo ne ha fatti 33 su 33, Nordahl 35: la storia è sempre più vicina). Ma qui, purtroppo, non si deve parlare soltanto dei contenuti tecnici di un torneo.

Qui si deve parlare, ancora una volta dei razzisti da stadio, in azione all'Olimpico dove l’arbitro Irrati non doveva sospendere la partita solo per 3’ dopo i rivoltanti insulti razzisti contro Koulibaly e contro il Napoli. Irrati doveva sospenderla definitivamente. Punto e basta. Sappiamo bene che in questi casi le norme prevedano lo stop temporaneo, l’invito degli altoparlanti a piantarla con i buuu e la decisione finale del responsabile dell’ordine pubblico, cioè il Questore, il quale, evidentemente, non se l’è sentita di prendere una risoluzione drastica, visto che la gara è continuata. Dicono che il giudice sportivo chiuderà la curva laziale, non si sa per quanti turni. Sai che paura può mettere ai barbari, visto che è dall’inizio della stagione che la curva laziale è deserta, per protesta contro la segmentazione. Già, la segmentazione: ma non ci avevano detto che, con questo provvedimento, finalmente i razzisti e i violenti sarebbero stati stanati? La verità è un’altra: sino a quando questo stato debole non si deciderà ad intervenire drasticamente, non uscirà mai dal vicolo cieco di ignavia e di impotenza in cui s'é infilato.

Allo stesso modo, questa vergogna nazionale viene alimentata dal lassismo del sistema che ha scolorito, edulcorato, annacquato le norme antirazzismo, preferendo criminalizzare intere tifoserie anziché stangare i colpevoli. Preferendo svuotare le curve, metodo che, s'è visto all’Olimpico, peraltro non funziona. Ma provare, semplicemente, a copiare chi, come gli inglesi, i razzisti li ha sbattuti davvero fuori agli stadi, è così difficile? Nell’attesa, o si ha il coraggio di prendere a calci i razzisti, fermando le partite o continueremo a rivedere sempre lo stesso film. Vero Renzi e Alfano?

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