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Bologna-Juventus: Allegri attento, Donadoni sa batterti

Bologna-Juventus: Allegri attento, Donadoni sa batterti
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Da quando in Emilia c'è il tecnico bergamasco, ritmi da Champions: battute Napoli e Milan, fermate Roma e Fiorentina. E col Parma l'anno scorso...

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dal nostro inviato Vladimiro Cotugno

venerdì 19 febbraio 2016 13:47

BOLOGNA - Dopo lo scontro diretto di Torino della scorsa giornata, il duello a distanza tra Juventus e Napoli per lo Scudetto riparte da Bologna: i bianconeri, per la prima volta in vetta da inizio stagione e con la grande sfida di Champions League contro il Bayern alle porte, si presentano in Emilia per continuare l'incredibile serie di 15 vittorie consecutive e allungare il vantaggio sui partenopei almeno fino a lunedì sera quando la squadra di Sarri affronterà il Milan al San Paolo. L'obiettivo è mettere pressione ai rivali e uscire da questa delicata trasferta con i tre punti, con mezza Italia a fare il tifo per la squadra di Donadoni che vive un momento di forma eccellente: tre vittorie nelle ultime cinque partite (all'altezza di Milan, Fiorentina e Roma) e un Dall'Ara tutto esaurito pronto a spingere i rossoblù ad un'altra impresa stagionale.

15 GIORNATE MOSTRUOSE - Donadoni si siede sulla panchina del Bologna per la prima volta all'undicesima giornata, il primo novembre dello scorso anno: è il weekend di Halloween, al Dall'Ara contro l'Atalanta finisce 3-0 grazie ai gol di Giaccherini, Destro e Brienza. E' la vittoria della rinascita: da quel giorno i rossoblù iniziano un nuovo, entusiasmante cammino fatto di 27 punti in 15 partite. Una media mostruosa, che vedrebbe il Bologna terzo in campionato in piena zona Champions League, con davanti solo il Napoli e la Juventus. Proprio la Juve in quella giornata si gioca un derby all'ultimo sangue con il Torino: i bianconeri vengono dalla sconfitta col Sassuolo e sono in piena crisi di risultati, Buffon è infuriato con la squadra e risuonano ancora nello spogliatoio le sue parole post ko: "A 38 anni non ho voglia di fare figure da pellegrino". Allo Stadium apre Pogba, pareggia Bovo, decide Cuadrado in pieno recupero: è la vittoria della svolta anche per la squadra di Allegri che da allora non si fermerà più risalendo la classifica fino a prendersi la vetta. 

ALLEGRI: A BOLOGNA UN PEZZO DI SCUDETTO

DESTRO, DA FLOP A CASTIGAGRANDI SOGNANDO L'EUROPEO - Sembra incredibile, ma i passaggi a vuoto del Bologna in questo scorcio di campionato si chiamano Empoli, Chievo e Frosinone. Al contrario, quando i rossoblù incrociano una grande, si esaltano: pari con la Roma a Novembre, vittoria sul Napoli al Dall'Ara a dicembre dello scorso anno, altri tre punti strappati al Milan a San Siro nel giorno della Befana, infine la Fiorentina fermata sull'1-1 solo qualche giornata fa. Il denominatore comune? Mattia Destro, il centravanti preso dal fallimento con la Roma di Garcia e rigenerato da Donadoni fino a fargli sognare l'Europeo. Il caso vuole che il primo centro dell'attaccante con la nuova maglia arrivi infatti proprio nel giorno dell'esordio del tecnico bergamasco, che lo mette al centro del progetto tattico venendo ripagato a suon di gol pesanti: è suo il rigore con cui viene fermata la Roma, è sua la doppietta che stende il Napoli, è sua la firma sul pari con la Lazio e sulle vittorie con Samp e Udinese. Contando anche la rete all'Empoli siamo a otto gol in quindici presenze 'donadoniane', una media che riporta l'attaccante ai fasti del suo momento migliore, quello delle 13 reti in 20 partite con la Roma di Garcia due stagioni fa: se Destro continua così, anche Conte potrebbe prenderlo seriamente in considerazione per giocarsi un posto all'Europeo.

DONADONI CARICA DESTRO: E ORA LA JUVE

MAZZONE E SIGNORI, L'ULTIMA GIOIA ROSSOBLU' - 29 novembre 1998: dopo una stagione da sogno, Roberto Baggio ha salutato l'Emilia in estate per vestire la maglia dell'Inter e Ulivieri ha lasciato la guida dei rossoblù a Carletto Mazzone, che insieme al neo ds Cinquini porta Beppe Signori all'ombra delle Due Torri. Quel giorno al Dall'Ara si presenta la Juve vicecampione d'Europa, sconfitta dal Real Madrid e celebre gol in fuorigioco di Mijatovic, ancora scossa dal grave infortunio di Alessandro Del Piero. Contro ogni pronostico la partita finisce praticamente dopo mezz'ora: 3-0 con i gol di Paramatti (che poi vestirà la maglia bianconera due stagioni dopo, vincendo anche lo scudetto del 2002), Signori e Fontolan, per una festa rossoblù che ad oggi è l'ultima celebrata contro la Juventus. In quell'anno i due tecnici che si sfidano stasera infilano ancora le scarpette: Allegri a Pescara, Donadoni nella sua seconda avventura al Milan. 

ALLEGRI, RICORDI PARMA? - Donadoni contro Allegri, due panchine che si sono quasi incrociate a Cagliari (dove Cellino ha avuto e esonerato entrambi, con solo la parentesi Bisoli a separarli) e che avrebbero potuto essere il trait d'union del Milan se il club avesse ascoltato cuore e tifosi, scegliendo il tecnico bergamasco per sostituire l'ormai inviso Max. Ebbe invece la meglio il sogno berlusconiano di una nuova grandeur rossonera, la cui fine è nota a tutti con i fallimenti di due stagioni e la rincorsa disperata all'Europa di questo campionato. Nel frattempo il tecnico livornese raccoglieva l'eredità di Conte alla Juventus portandola fino a sfiorare il Triplete, mentre Donadoni guidava il Parma fallimentare dopo due grandi stagioni: l'anno scorso, nonostante una situazione incredibile dal punto di vista sportivo e societario, i ducali sovvertirono ogni pronostico superando 1-0 i campioni d'Italia grazie al gol di José Mauri. Un'impresa che tutta Bologna (e non solo) oggi sogna di ripetere.

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