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Calcioscommesse, «Stellini è innocente». Era il vice di Conte a Siena

Calcioscommesse, «Stellini è innocente». Era il vice di Conte a Siena
© LaPresse/Spada

La difesa: «Abbiamo chiesto il non luogo a procedere. Non ci sono elementi per andare a giudizio e intasare un Tribunale già affollato per altre situazioni»

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giovedì 21 aprile 2016 20:31

CREMONA - Il 13 maggio del 2011 si gioca Ascoli-Siena, finita 3-2. Il 29 maggio successivo, l'Albinoleffe affronta in casa la squadra toscana e vince 1-0. Due partite truccate, per il procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto di Martino, che ha già chiesto al gup, Pierpaolo Beluzzi, il rinvio a giudizio per Cristian Stellini, l'ex assistente al Siena dell'allenatore della Nazionale, Antonio Conte, oggi tecnico della Primavera del Genoa. Per Conte, giudicato con il rito abbreviato, in relazione ad Albinoleffe-Siena il pm ha già chiesto sei mesi di reclusione e quattro mesi per il suo vice Angelo Alessio. "Per Stellini abbiamo chiesto il non luogo a procedere. Non ci sono elementi per andare a giudizio e intasare un Tribunale già affollato per altre situazioni. È inutile insaccare cose che troverebbero sfogo in un'assoluzione": questa la posizione dei suoi legali, gli avvocati Raffaele e Gaetano della Valle, padre e figlio, a Cremona nel giorno della difesa di Stellini alla tredicesima udienza preliminare del maxi processo sul calcioscommesse. In concorso con Stellini, sono imputati Antonio Bellavista, ex capitano del Bari, e Alex Pederzoli, all'epoca centrocampista dell'Ascoli, mentre Massimo Erodiani, il tabaccaio di Pescara, ha già patteggiato. L'accordo era di far vincere l'Ascoli, vittoria necessaria per la salvezza della squadra, mentre il Siena era già matematicamente in serie A. Secondo l'accusa i giocatori dell'Ascoli fecero una 'collettà destinata alla corruzione dei calciatori del Siena. Per questo, contattarono Erodiani, che, a sua volta, contattò Bellavista, il quale, attraverso Stellini, cercò, invano, di raggiungere l'allenatore Conte. Bellavista - sempre secondo l'accusa - ottenne la garanzia da Stellini.

ZAMPERINI - "Zamperini paga lo scotto di avere troppi amici nel mondo del calcio". Amici che lo avrebbero tirato in ballo per Lazio-Genoa (14 maggio 2011) e Lecce-Lazio (22 maggio 2011), le due partite di serie A per l'accusa manipolate grazie alla corruzione dei calciatori. È tesi che l' avvocato Antonio Cardamone oggi ha respinto, chiedendo il non luogo a procedere per Alessandro Zamperini, ex calciatore molto amico del capitano della Lazio, Stefano Mauri, pure imputato per le due presunte combine. Zamperini ha già ammesso di aver tentato di corrompere il giocatore del Gubbio, Simone Farina, al quale offrì 200.000 euro per aggiustare il risultato della partita di Coppa Italia, Cesena-Gubbio, finita 3-0 per i romagnoli.

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