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Gabrielli e D'Angelo: «Barriere? Via quando i tifosi torneranno allo stadio»

Gabrielli e D'Angelo: «Barriere? Via quando i tifosi torneranno allo stadio»
© Bartoletti

Prefetto e questore di Roma rispondono così allo sciopero dei tifosi: «Non piace l'idea di mettere regole in quella che qualcuno considera casa loro ma casa loro non è»

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lunedì 16 maggio 2016 16:38

ROMA - “La legalità rompe le barriere lo stadio Olimpico tra presente e futuro”. Nell'aula magna della Sapienza a Roma al via l'incontro organizzato dalla questura della capitale con l'università. Presenti il prefetto Gabrielli, prossimo capo della polizia, il questore D'Angelo con il suo capo di Gabinetto Massucci. E poi il presidente della Lazio Claudio Lotito con il tecnico Simone Inzaghi da una parte e il dg della Roma Mauro Baldissoni con il tecnico Luciano Spalletti dall'altra. Tra gli ospiti alla tavola rotonda, moderata da Marino Bartoletti, anche la vedova di Filippo Raciti

SPALLETTI - «A me quel che accade fuori dallo stadio interessa perché incide sulla serenità dei calciatori - dice Spalletti -. Un giorno un calciatore mi ha chiesto di poter tenere il cellulare acceso nello spogliatoio perché voleva essere certo che moglie e figli arrivassero in sicurezza dentro lo stadio. Più di uno, in realtà. Quindi tra magazzinieri e team manager loro rispondono e poi li tranquillizzano. Anche perché è giusto che i controlli fuori siano dettagliati e ci vuole più tempo per entrare. Se però questa tranquillità viene meno, chi contribuisce a questo non fa il bene della Roma e io gli devo andare contro. Poi però leggo il significato della parola barriera sul dizionario e leggo solo parole che fanno rima con ostacolo, privazione. E allora mi viene da pensare che spiegarla a mia figlia di 5 anni diventa difficile, abbinando all'idea dello stadio quella del divieto. Serve una via di mezzo. Ammetto la barriera solo quando batte... le punizioni Totti».

Boato della sala. Domanda del moderatore: «Ma faremo barriere per un altro anno?». Spalletti: «C'è il dg Baldissoni per questa domanda, io ribadisco che sono al fianco di Francesco. Vuole giocare? Io gli do il mio supporto».

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BALDISSONI - Prende la parola anche il dirigente giallorosso: "Le barriere possono anche sollevare dalle responsabilità chi si comporta male. Nella emergenza è giusto arrivare a una determinazione. Ma il percorso deve essere virtuoso per arrivare a toglierle tornando ad assegnare la responsabilità a chi si comporta male che va punito secondo la legge".

LOTITO - Poi è il momento del presidente della Lazio, Claudio Lotito: "Lo sport deve unire, non dividere. Una volta le Olimpiadi fermavano le guerre. Ora talvolta abbiamo trasformato questo sport in un campo di battaglia. Però in curva c'è anche gente per bene e noi abbiamo il dovere di fermare una minoranza che condiziona la massa".

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GABRIELLI E D'ANGELO - Chiude il prefetto Gabrielli: "Siamo il Paese in cui c'è un concetto proprietario del bene comune. Il provvedimento delle barriere non è piaciuto perché non piace l'idea di mettere regole in quella che qualcuno considera casa loro ma casa loro non è. Io sono stato insultato nel modo peggiore e lasciato piuttosto solo anche nei commenti su tutta questa vicenda che non è né mia né del questore D'Angelo". Proprio il questore ha poi aggiunto: "Le barriere sono dentro un documento di aprile 2014 prodotto da una task force che riunì anche i migliori soloni del mondo del calcio. Le barriere restano finché questi signori non rientreranno allo stadio".

 

 

 

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