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Lippi: «La Juve è passata da Pogba-Pirlo-Vidal a Lemina e Sturaro»

Lippi: «La Juve è passata da Pogba-Pirlo-Vidal a Lemina e Sturaro»

L'ex ct dell'Italia: «L'Atalanta può essere il nuovo Leicester. Higuain è l'attaccante più forte del mondo»

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lunedì 28 novembre 2016 09:48

ROMAMarcello Lippi non ha usato giri di parole per commentare la terza sconfitta stagionale in campionato della Juventus. Una Juve con Higuain e Pjanic, ma senza il centrocampo che giocò la finale di Champions League nel 2014: "L’inserimento di grandi campioni non è naturale. Bisogna conoscersi e ambientarsi. Poi, è andato via un calciatore molto importante come Pogba. Due anni fa il centrocampo era Pirlo-Vidal-Pogba, l’anno scorso giocavano spesso Lemina e Sturaro, con tutto il rispetto per loro. Senza Champions per dedicarsi completamente al campionato? I calciatori della Juventus sono abituati da sempre a lottare per tutte le più grande competizioni. Avere i mercoledì liberi senza giocare la Champions, quello sarebbe il dramma per la Juventus"

 

ATALANTA COME IL LEICESTER - "Sto vivendo con grande entusiasmo e soddisfazione i successi dei bergamaschi in campionato. Sono contento perchè molto legato al presidente Percassi e al tecnico Gasperini. A Bergamo c'è un clima familiare e c'è tanta competenza. Atalanta nuovo Leicester? Certo è molto difficile, ma perchè no. Queste cose accadono, vediamo come sta andando in Germania dove al comando della classifica c'è il Lipsia".

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BRAVO MONTELLA - Lippi promuove a pieni voti invece il Milan di Montella. "Questa squadra mi piaceva già l'anno scorso e mi piace, intravvedevo la voglia di fare un gruppo con tanti italiani, e un grande senso di appartenenza, piena di giovani interessantissimi. Si vede poi la mano felice e creativa di Montella. Ho la sensazione - ha detto l'attuale tecnico della Nazionale cinese - che Allegri, Spalletti e Sarri abbiano ancora un pò da fare per aggiustare le cose e i meccanismi delle loro squadre, per oliare sia gli aspetti tattici che quelli psicologici. Chi ha più motivi per recriminare però è Sarri che si è visto privato del più grande centravanti del mondo, Higuain, e con il sostituto Milik subito infortunato".

CINA AL MONDIALE? DIFFICILE - "Sarà molto molto difficile qualificarsi ai Mondiali con la Cina. Già tre volte mi è stata proposta la panchina della nazionale, ma all'epoca allenavo il Guangzhou. Fui lusingato, ma declinai le offerte. Loro volevano che allenassi contemporaneamente club e nazionale, ma non era possibile. L'obbiettivo di andare a Russia 2018 non è impossibile, ma molto molto difficile da realizzare. Il mio impegno è soprattutto quello far crescere il calcio cinese, che non è poi così scarso come si crede. E' un calcio cui manca la scaltrezza del mestiere che si impara giocando da ragazzini. In Cina i bambini non praticano il calcio. Nonostante questo, il livello è abbastanza buono, ci sono molti buoni giocatori e se la possono giocare con tutti, magari senza vincere. La Cina non è certamente da ultimo posto in classifica".

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