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Derby, vince chi attacca

Derby, vince chi attacca

Lazio e Roma arrivano alla sfida con un solo punto di distacco: chi vincerà potrà davvero pensare in grande

 Alessandro Vocalelli

mercoledì 30 novembre 2016 14:33

Il derby è sempre una partita importante, perché può condizionare gli umori e non soltanto la classifica delle squadre. Questo sarà un derby speciale, perché le due squadre ci arrivano con un solo punto di distacco e la sensazione, nettissima, che chi riuscirà a vincerlo potrà davvero pensare in grande. La Roma potrebbe guardare alla Juve, e al prossimo confronto con la Juve, con una consapevolezza nuova, la certezza di aver davvero compiuto il salto di qualità decisivo. La Lazio potrebbe, oltre a festeggiare il sorpasso, avvertire il sapore di una stagione tutta da scoprire, con l’innegabile vantaggio rispetto alle altre concorrenti di potersi concentrare esclusivamente sul campionato.

Sul derby, almeno a livello epidermico, aleggia però sempre il dubbio che alla fine un pareggio potrebbe essere il risultato più "comodo" per entrambe. Nessun calcolo, per carità, ma uno svolgimento che a un certo punto può diventare naturale, perché se un derby vinto può lanciarti verso traguardi e orizzonti inesplorati, un derby perso può anche complicarti terribilmente la vita. Non solo a livello di classifica, ma anche e soprattutto per le conseguenze negative che si ripercuotono in tutto l’ambiente. Insomma: da una parte e dall’altra, se provate a sentire in giro, in fondo vi dicono che il pareggio è il risultato più probabile.

Personalmente ritengo che puntare al pareggio sarebbe il più grande errore di entrambe le squadre. Non perché nel calcio, come nella vita, occorre coraggio, ma anche e soprattutto perché ho l’impressione che siamo davanti a due squadre che non sono nate per amministrarsi, gestirsi, e questo potrebbe essere il loro autogol. La Roma lo ha dimostrato tante volte, anche recentemente: affrontando l’Atalanta a viso aperto, è andata in vantaggio. Quando ha provato a difendere, è stata travolta. Stessa cosa con il Pescara: quando, sul 2-0, ha provato a cavalcare la partita, è stata messa in gravissima difficoltà. Ma anche la Lazio, pur con meno evidenze, è una squadra fatta per giocare a calcio, non per gestirsi. Ha gente che se ti affronta nell’uno contro uno, è capace di farti girare la testa. Ma che, complice magari il cambiamento di modulo, quando ha provato a giocare sull’avversario invece che su stessa, ha finito per soffrire eccessivamente. Insomma: mai come stavolta il derby sarà di chi realmente, al di là dei proclami, vorrà realmente vincerlo. Andando all’attacco.

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