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Presente e futuro: il progetto di Sarri

Presente e futuro: il progetto di Sarri
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 Alessandro Vocalelli

lunedì 22 gennaio 2018 08:10

La notizia, chiariamolo subito, non è sulle discussioni da Var, anche se la posizione di Mertens non è stata comunque chiarita e il gol di Hamsik era invece regolare. La notizia non è nella battuta di Sarri su Politano e Marotta, perché proprio il tecnico ha sottolineato il senso ironico - e scherzoso - della sua frase. La notizia non è nella polemica con la Lega, perché le sfide si giocano anche dialetticamente. La notizia di Bergamo - oltre alla vittoria di straordinaria importanza - è tutta nelle rassicurazioni di Sarri per il futuro: ma quale clausola - ha detto l’allenatore - il futuro è nel lavoro e in un incontro con De Laurentiis «in cui non ci saranno sorprese». Il Napoli è questo: nella programmazione che, dal presidente all’allenatore, sta davvero facendo la differenza. A difesa di un gruppo che non è stato minimamente toccato in estate ed è questo il segreto di una squadra che sa come sfruttare il vento favorevole e come affrontare anche i momenti difficili. Sarri aveva anche previsto che, dopo un lungo digiuno, Mertens si sarebbe sbloccato. Così è stato e così il Napoli ha vinto una partita importantissima su un campo, quello dell’Atalanta, particolarmente difficile. E’ in questi momenti e in certe partite che si vedono, come è appunto il Napoli, le grandi squadre.

Tocca adesso alla Juve rispondere in un duello, in uno slalom parallelo, che si annuncia elettrizzante. In zona Champions, formidabile la marcia della Lazio, trascinata da uno strepitoso Milinkovic-Savic. La Lazio, con la cinquina al Chievo, è salita al terzo posto, è arrivata a 53 reti in campionato, con una media pazzesca di oltre due gol e mezzo a partita. Merito di una squadra che sa sempre cosa fare e riesce anche a rimediare all’infortunio del suo centravanti titolare, il capocannoniere Immobile. La Lazio si muove a memoria, sotto la guida di Inzaghi, e con alcuni giocatori di altissimo profilo. Leiva, ad esempio, è un’altra delle intuizioni strepitose dei dirigenti, tanto per citare uno degli ultimi arrivati.

Nella corsa Champions, la Lazio ha vinto nel pomeriggio e anche in serata, considerando che Inter e Roma si sono in pratica annullate. Di Francesco può arrabbiarsi per la rete del pareggio nerazzurro arrivata proprio nel finale, Spalletti può invece recriminare per le parate strepitose di Alisson, che lo scorso anno ha tenuto per tutto il campionato in panchina. Certo è che tutte e due le squadre sono apparse ancora lontane dalla forma migliore e forse distratte, in entrata e in uscita, dalle notizie di mercato. La più fragorosa riguarda Dzeko, che potrebbe anche aver giocato la sua ultima gara in giallorosso. Certo è che Di Francesco, comunque si possa pensare, avrebbe tanti, tanti, inconfessabili motivi per far sapere che lavorare in certe condizioni è quasi impossibile. Una squadra in pieno fermento sul mercato e con alcuni equivoci tattici che vanno avanti dall’estate. Vedremo oggi.

E’ stata una domenica, comunque, di grandissime emozioni, con il Milan di Gattuso che è andato a vincere una partita con tanto carattere. Ed è fin troppo scontato dire che la squadra in fondo riflette la personalità del suo allenatore. Anche se tutto questo rischia di far passare in secondo piano le qualità di un gruppo in cui ci sono comunque notevoli individualità: da Donnarumma a Bonucci, da Romagnoli a Biglia, da Bonaventura a Kessie, il Milan ha un organico di valore. Preziosissima la vittoria del Bologna, alla fine di una settimana monopolizzata dalla questione-Verdi, non pervenuta la Fiorentina che è stata punita da una tripletta di Quagliarella. E poi legittima la soddisfazione di Zenga per la sonante vittoria del suo Crotone, forse il risultato più significativo della domenica.

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