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Serie A, la domenica che ci voleva
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Serie A, la domenica che ci voleva

Ci voleva proprio, alla Juve, una domenica così. Con vittoria netta (rigore non fischiato al Sassuolo a parte), con Ronaldo al massimo della forma (in ruoli diversi, ha partecipato a tutte le azioni dei tre gol), con una bella condizione generale e con un rilancio definitivo

Ci voleva proprio, alla Juve, una domenica così. Con vittoria netta (rigore non fischiato al Sassuolo a parte), con Ronaldo al massimo della forma (in ruoli diversi, ha partecipato a tutte le azioni dei tre gol), con una bella condizione generale e con un rilancio definitivo. Mica per il campionato, quello ci pensano Napoli e Inter a consegnarlo ai bianconeri sul solito piatto d’argento, ma per la Champions. Da Reggio Emilia e da Madrid arrivano notizie confortanti per i campioni d’Italia, oggi l’Atletico fa meno paura. Lo stesso si può dire sul conto del Porto, fresco di un pareggio esterno, mentre la Roma (ci crediamo davvero? Dobbiamo crederci...) ha ripreso a vincere segnando tanto, anche se sul campo dell’ultima in classifica.

Se per lo scudetto non è cambiato niente (non da ieri, ma da otto anni a questa parte), se per il 4° posto c’è la solita lunga fila (l’Atalanta sale, eccome, ma il Milan in serata ha risposto a tutti da squadra vera e forte), in fondo alla classifica la vittoria del Frosinone ha allargato la lotta per la salvezza. Ora bisogna fare i conti anche con la squadra di Baroni.

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E’ stata soprattutto la giornata dei bomber, anzi, dei centravanti puri, vecchi, nuovi, ritrovati, rilanciati, ma centravanti autentici come il rinato Dzeko di Verona, come Caicedo, Petagna e Zapata (gol, assist e vicecapocannoniere della Serie A), come Destro che è tornato a segnare dopo 351 giorni, come Daniel Ciofani, decisivo nella clamorosa vittoria del Frosinone a Marassi, come l’onnipresente Piatek in gol anche ieri, senza dimenticare Okaka che a Torino ha segnato un gol annullato per il fuorigioco di posizione di un suo compagno. Discutiamo tanto di attaccanti, di movimenti sul fronte offensivo, di sponde, di gente che crea spazi, si parla del buffo “falso nueve”, si racconta che il “mio centravanti è lo spazio”, belle parole, ma provate a misurare (e a pesare) le punte che abbiamo citato: chi ha un centravanti potente e feroce, parte sempre in vantaggio.

Non è stata invece la giornata di un altro vecchio cannoniere emigrato da poco in Inghilterra e del suo mèntore: dopo 24 minuti Higuain e Sarri erano sotto di 4 gol a Manchester. Alla fine ne ha presi 6. Nella settimana della Champions, il City si annuncia con un boato. Meno male che gioca contro lo Schalke...

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