Casasco avvisa i presidenti: "Ritorno in campo? Prima la salute o ci saranno ricadute legali"

Intervista al presidente della federazione medico-sportiva italiana ed europea: "Alcuni presidenti di club provano a fare i testa propria? I medici sanitari hanno una responsabiità diretta sui tesserati"
14. Inter (valore 983 milioni) +42% rispetto al 2019© Inter via Getty Images
3 min
Bruno Bartolozzi

Maurizio Casasco, presidente della federazione medico-sportiva italiana ed europea, quando e a che condizioni si tornerà ad allenarsi? «Bisogna arrivare per gradi a questa risposta, perché il Paese e il mondo sono alle prese con una drammatica emergenza sanitaria». […]

Sforzi sì, ma qualcuno continua a fare di testa propria. O almeno ci prova. Qualche presidente di club... Voi che strumenti avete?

«Intanto la forza di un ruolo riconosciuto: la Fmsi è l'unica società scientifica di medicina dello sport accreditata presso il Ministero della Salute. E in Italia abbiamo un quadro di norme che indicano con chiarezza come ci si deve muovere e cosa succede di conseguenza. Gli sport professionistici sono quattro: calcio, basket, ciclismo e golf. I medici sanitari hanno una responsabilità diretta sui tesserati e sui professionisti nell'ambito della salute. Che ha delle ricadute legali precise. Noi non facciamo i calendari e non decretiamo quando una stagione agonistica debba riprendere. Dobbiamo tenere conto delle condizioni di salute in cui operano gli atleti, professionisti e non. Ma su queste raccomandazioni i medici non faranno sconti a nessuno. La comunità medico-scientifica dà delle indicazioni, la responsabilità delle scelte spetterà agli organi di governo sportivo».

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Calciatori positivi: Dybala ha accusato, una dispnea, lo ha dichiarato, sentiva difficoltà anche a muoversi. In alcuni esami autoptici su malati con coronavirus (campionatura di 155 pazienti) si sono rilevate evidenze di cicatrici che interessano il cuore.

«Stiamo parlando non di atleti, ma in prevalenza di soggetti anziani con patologie pregresse. Sarà comunque approfondito ogni aspetto clinico e funzionale su tutti gli organi, per gli atleti verranno vagliate con attenzione le varie storie cliniche. Grande attenzione dovrà essere considerata per i positivi, dopo i test, nella gradualità della ripresa. Gli atleti professionisti dei diversi sport hanno delle intensità di altissimo livello. Dobbiamo essere certi dell'integrità di tutti gli organi e di tutti i sistemi che potrebbero essere stati interessati. Non c'è solo il cuore. Prima di tutto i polmoni, poi la capacità funzionale, quindi il cuore. Lo sport agonistico ad alto livello indubbiamente comporta dei rischi maggiori di per sé e saranno fatte valutazioni adeguate che, in generale, per la popolazione non saranno necessarie». 

Leggi l'intervista completa sull'edizione del Corriere dello Sport-Stadio oggi in edicola


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