Platini: "Bravo Pioli, sei diventato grande"

In Italia per un’iniziativa benefica, Le Roi si congratula con l’ex compagno per la conquista dello scudetto
Platini: "Bravo Pioli, sei diventato grande"© LAPRESSE
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ROMA - Il “Fifagate”, le battaglie legali per far valere le proprie ragioni - fino alla corte europea dei diritti dell'uomo - non hanno ancora sfiancato un combattente come Michel Platini. “Le Roi” ne ha sempre fatto «una questione di onore», anche se oggi è a tutti gli effetti riabilitato dopo la squalifica per un pagamento sospetto ricevuto dall'ex numero uno del calcio mondiale, Blatter (8 anni, poi ridotta a 6 in appello e a 4 dal tribunale arbitrale). Tornare nel calcio, comunque, non è una priorità per lui: «Voglio fare altro, ho piani diversi» ha raccontato ieri dal Marco Simone Golf & Country Club, a Guidonia Montecelio, durante la 17ª Vialli e Mauro Golf Cup, la competizione benefica organizzata per raccogliere fondi a favore della ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica. Dalla Serie A alla Juve, passando per la Francia e i suoi talenti, fino ad arrivare a quello definisce «un vero shock», cioè l'Italia sbattuta fuori dal Mondiale: l'ex presidente dell’Uefa si è esposto su vari argomenti, senza far mancare il tipico sarcasmo alla francese. 

Milan campione d'Italia. Platini, ha vinto la squadra più forte? 

«Vince sempre la squadra più forte. Nelle coppe è diverso, le partite a eliminazione diretta ribaltano gli equilibri. Ma il campionato premia sempre la squadra migliore». 

È ancora legato all'Italia? 

«Sempre. Qui ho tanti amici e vorrei rivolgere un pensiero ai miei ex compagni Stefano Tacconi, che non sta tanto bene, e Stefano Pioli, che ha vinto in modo straordinario. A Pioli dico “bravo, sei diventato un grande allenatore”». 

Quindi Pioli è l'artefice principale dello scudetto? 

«Ma no. Mai. I protagonisti sono sempre i calciatori. Avete mai visto un allenatore fare gol? Io no. Sono i calciatori che vincono e perdono». 

Qui parla l'ex numero 10, non è così?  

«Sono stato anche ct della Nazionale, senza calciatori forti non avrei vinto nemmeno una partita». 

Il suo giudizio sulla stagione della Juventus? 

«Beh, la Juve è stata molto simpatica a lasciar vincere gli altri dopo dieci anni di dominio, secondo me ha fatto bene a tirarsi fuori. È segno di grande intelligenza, c'è il rischio che le persone si annoino a guardare il campionato se vince sempre la stessa». 

Si annoieranno anche senza Dybala, se dovesse emigrare. 

«Mi dispiace che Dybala vada via, ma la Juve è grande e tornerà a vincere presto. Fidatevi». 

Mbappé ha fatto bene a dire no al Real Madrid? 

«Kylian fa le sue scelte. Da calciatore ho sempre odiato chi si metteva su un piedistallo a dare consigli. Quando negli anni ’80 cambiavi squadra le persone si arrabbiavano perché non ti potevano più veder giocare nel loro campionato. Oggi essere a Parigi, a Milano, a Torino o a Madrid cambia poco. La sua permanenza al Psg è comunque un'ottima notizia per il calcio francese». 

Lei ha vinto tre palloni d'oro. Mbappé lo meriterebbe? 

«Io non voto, purtroppo». 

E se votasse?  

«Senz’altro ne vincerebbe parecchi. Ma li vincerà anche senza il sostegno di Platini, presumo. Anche se quest’anno ci sono calciatori che a livello di risultati hanno avuto stagioni molto più interessanti». 

Un nome? 

«Ne faccio due: Mané e il nostro Benzema».

A proposito di francesi: si aspettava questo Theo Hernandez? 

«Lui è stato fantastico, ma di campioni ne abbiamo tanti. La Francia può vincere ancora il Mondiale e continuare nel suo ciclo». 

Essere qui per la ricerca: che significato ha? 

«A Massimo Mauro e Gianluca Vialli voglio bene, fanno tanto per aiutare le persone. E voglio dare loro una mano. Giocare a golf, poi, mi sembra un'ottima cosa per tenersi in forma». 

Che cosa c'è nel futuro di Platini? 

«Per il momento sono in pensione, ho delle idee ma non le voglio ancora svelare». 

Tornerà nel calcio da dirigente? La squalifica è finita. 

«Mai. A ritornare nel calcio non ci penso, ho dato quello che potevo dare e ho ricevuto in cambio poco. Sono deluso, non tornerò». 

L'Italia fuori dal Mondiale per la seconda volta. Che cosa ha provato? 

«Uno shock. Un Paese come l'Italia che non fa la Coppa del Mondo per due anni di fila è veramente una cosa brutta. Dopo aver vinto l'Europeo non si è qualificata per un paio di rigori sbagliati, è drammatico. Tutti gli innamorati del calcio hanno sofferto per questa cosa». 

Come dovrebbe ripartire una grande Nazionale? 

«Dai giovani, ovvio. Non c'è altra strada». 

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