Juve-Inter non sarà mai una partita come le altre

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3 min
Roberto Perrone
TagsjuveInterderby

Juventus-Inter, diffidate dell’imitazione. Intesa come prodotto contraffatto. Tempo, luogo, situazione, Juventus-Inter (o la sua immagine riflessa, Inter-Juventus) non sarà mai una partita normale. A volte si dice: non è decisiva, è troppo presto, per loro è più importante. Gli allenatori possono giocare a rimpiattino finché si vuole, ma la riduzione di Juve-Inter è sempre una frottola, e la maggioranza (non silenziosa) rappresentata dai tifosi delle due squadre, lo sa benissimo. Questa, ad esempio, può valere il sorpasso in classifica di Madama (reduce da tre vittorie consecutive in campionato) sulla storica rivale e non è una questione di poco conto. Come non lo è per l’Inter che dopo uno scudetto vinto e un altro perso all’ultima giornata, ha un livello di aspettativa sicuramente più alto di quello della Juventus che, ora, sta vivendo alla giornata.

L’Inter non può stare lontano dal vertice. Madama arriva dalla discesa in Europa League e dalla sconfitta con il Psg al termine della quale - e magari Allegri, che odia la formula “bellini ma perdenti”, non avrà gradito - ha ricevuto molti elogi. Come li ricevette la notte del 3 aprile, quando venne battuta dall’Inter che tirò soltanto due volte (vedi alla voce Var), dal dischetto con Hakan Calhanoglu. Oltre alla questione identitaria, la Juventus non può fermare la sua risalita, mentre l’Inter non si può permettere di far aumentare il distacco che il Napoli al fulmicotone sta mettendo tra sé e il gruppo. La Juventus arriva dopo la sconfitta con il Psg e la discesa in Europa League (in fondo obbiettivo raggiunto), mentre l’Inter, malgrado la sconfitta a Monaco, il suo biglietto Champions l’aveva già staccato. L’Europa non lascerà strascichi psicologici.

Juventus-Inter, infine, arriva a due giornate dalla fine della prima parte della stagione a tre piazze. Il prossimo weekend si chiude per lasciare posto al Mondiale più grottesco della storia. E come ballerini che non vogliono mancare all’ultimo giro di valzer, dopo averne persi tanti, si potrebbero appalesare, tra i bianconeri, Angel Di Maria e Dusan Vlahovic, con i bagagli pronti. Di Pogba fermo nelle retrovie sappiamo, ma almeno gli altri due più importanti rinforzi dell’anno solare potrebbero offrire qualche elemento a favore della loro importanza dopo tanti mesi sull’ottovolante di un rendimento mai completamente decisivo. Allegri non molla i giovani, però, e Fagioli, dopo l’ottima prova col Psg e il gol delpieresco di Lecce avrà il suo spazio. Si va avanti con aggiustamenti continui, trovando rimedi, perché tutti hanno i loro problemi. Hakan Calhanoglu è tornato decisivo nell’Inter non solo come realizzatore ma come sostituto di Brozovic, anche con una buona predisposizione difensiva. E a questo proposito la retroguardia bianconera (che dovrebbe vedere il rientro di Bremer) è la miglior difesa della serie A e la terza in Europa. Se non vinci però non serve a niente. Comunque è qualcosa da mettere nel calderone di una partita che non è e non sarà mai normale. Sorridete a chi racconta il contrario.

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