Serie A, 8 giorni al via: lotta scudetto, Europa, salvezza. Tutte le prospettive e le variabili
Alberto PolverosiOtto giorni e si ricomincia. Un tempo nel calcio passavano tre mesi fra l’ultima partita della vecchia stagione e la prima della nuova stagione. Ora poche settimane. La Juventus debutterà in campionato contro il Parma cinquantacinquattro giorni dopo la sconfitta col Real Madrid negli ottavi di finale del Mondiale per club e c’è da scommettere che fra i bianconeri non saranno pochi i titolari di tutt’e due le gare. Proprio quel torneo, di natura economica/commerciale/promozionale e assai meno calcistica, potrebbe incidere sul cammino delle due squadre che vi hanno partecipato, la Juventus e l’Inter. Il mercato ha ancora spazio, terminerà dopo la seconda giornata, dopo il turno ferragostano di Coppa Italia e i playoff della Fiorentina in Conference League. Tutto potrà cambiare, ma intanto diamo un’occhiata alle nostre venti squadre.
La corsa scudetto
Un anno fa era più semplice, tutti dicevano (dicevamo) Inter. Qualcuno aggiungeva la Juve, ispirato dal cambiamento direzionale, da Allegri a Thiago Motta; qualcun altro ci metteva l’Atalanta perché prima o poi... Ma nessuno, proprio nessuno, diceva Napoli. Che arrivava da una stagione terribile, con un allenatore dietro l’altro, conclusa a 41 punti di distanza dall’Inter scudettata. Conte ha stravolto ogni pronostico e ha portato a Napoli il quarto titolo della sua storia. C’è riuscito con un organico inferiore a quello dell’Inter, sua prima e ultima rivale, che aveva spremuto energie per arrivare in finale di Champions. Ma proprio l’Inter resta ancora oggi la sua vera sfidante.
A otto giorni dall’inizio del campionato, il Napoli è inevitabilmente la prima candidata per una serie di motivi: è campione d’Italia, Conte ha già un anno di profondo lavoro alle spalle, la squadra è stata rafforzata anche sul piano tecnico, ha la possibilità di variare il modulo (con De Bruyne mezz’ala o alle spalle del centravanti), ha un’avversaria (l’Inter) che arriva da una stagione interminabile. Il punto a sfavore, pensando solo in prospettiva campionato, sono le partite che il Napoli giocherà in Champions, almeno otto, ma sotto il Vesuvio sperano di più. Il lavoro del tecnico cambia, non c’è solo l’allenamento, dove si possono correggere gli errori e dove il recupero fisico è più agevole, ma c’è soprattutto la gestione delle energie. De Bruyne, Lang, Lucca e Beukema garantiscono qualità, sprint, gol e solidità, il Napoli è più forte e completo dell’anno scorso, come ha dimostrato anche nell’amichevole di ieri contro l’Olympiacos.
Sotto l’aspetto fisico dovrà lavorare ancora con più attenzione il quasi debuttante Chivu. Le fatiche del Mondiale per club potrebbero farsi sentire durante l’annata. È la prima volta che una squadra chiude la stagione l’ultimo giorno di giugno. Vedremo. I nuovi arrivati, da Bonny a Pio Esposito, da Luis Henrique a Sucic, portano idee e varianti di gioco, ma all’Inter manca ancora il colpo che può davvero riportarla a ridosso del Napoli. Quel colpo si chiama Lookman. E manca anche qualcosa sul piano tattico. Esempio: a Monza, poco prima di prendere il primo gol, ha permesso a una squadra di Serie B di tenere palla prima per 1’43” con 30 passaggi di fila, poi per 2’01” con 34 passaggi di fila, interrotti tutt’e due le volte da due falli dei difensori nerazzurri. Insomma, il lavoro a Chivu non manca.
Quindi tutto si riduce a Napoli-Inter? Probabilmente sì, ma la Juventus non ci sta e il Milan nemmeno. Sono due squadre che, come vedremo nel capitolo “Europa”, sembrano più orientate verso l’obiettivo-Champions, però un po’ per tradizione, un po’ per i miglioramenti portati dal mercato e un po’ per il ritorno (si parla del Milan e di Allegri) di un allenatore che ha già sei scudetti nel proprio armadio (e uno, il primo, proprio in rossonero) non possiamo escluderle a priori dal giro-scudetto.
La corsa per l'Europa
Cominciamo da una possibile/probabile novità: il Como. Decimo nel campionato scorso, quando era appena risalito dalla Serie B con un allenatore giovane e brillante come Fabregas, espressione di bel gioco e garanzia di una società robusta, molto robusta alle spalle. Da questo mercato il Como esce fortemente potenziato e già dalle amichevoli (Barcellona escluso) si sono viste notevoli potenzialità. Forse è presto per la Champions, il Como come il Torino può correre per l’Europa o la Conference League. Del resto le candidate principali ai quattro posti della Champions sono Napoli, Inter, Milan, Juventus e Roma, ma non sono fuori nemmeno Atalanta, Fiorentina, Lazio e Bologna.
Allegri avrà lo stesso (sgradito) vantaggio di Conte nella stagione scorsa, non giocherà le coppe. Il club però ha un problema: la linea-guida a intermittenza. In 12 mesi il Milan è passato da Pioli a Fonseca a Conceicao ad Allegri. Per non parlare dei ribaltoni nell’organico attuale. È come se ogni volta cominciasse da zero. La Juve cerca il riscatto dopo una stagione mortificante. I primi segnali (vittoria e ottima prestazione a Dortmund) sono incoraggianti, il rientro di Bremer darà più solidità, ma alla Juve servono altri rinforzi. La Roma ha l’obbligo di puntare alla Champions dopo il quinto posto della stagione scorsa, appena a -1 dalla Juve. Con Gasperini, come avranno capito i Friedkin, non si scherza: vuole quello che gli è stato promesso. E lo dice. Già oggi la squadra sembra un po’ più forte dell’anno scorso, ma molto dipende dal pieno recupero di Evan Ferguson.
Pioli si era risentito per la “dimenticanza” di Allegri che non aveva inserito la Fiorentina nella corsa alla Champions. Vuol dire che ci crede davvero. Del resto i movimenti degli uomini di Commisso portano in quella direzione: Dzeko, Fazzini, Sohm, più le conferme di De Gea, Gudmundsson, Gosens, Fagioli e Kean confermano le ambizioni viola. La Lazio ha fatto gli stessi punti (65) della Fiorentina, ma è rimasta ferma sul mercato. Ha però lo stesso vantaggio del Milan, non giocherà le coppe e se Sarri può allenare in settimane “pulite” la crescita è assai probabile. Un pensierino alla Champions potrebbe farlo anche il Bologna, nonostante la cessione di Ndoye e Beukema. C’è forte curiosità sul ritorno in Italia di Immobile, a Bologna sperano in un Baggio o in un Signori bis. Del gruppone europeo l’Atalanta sembra la squadra più in difficoltà, come ha dimostrato lo 0-4 di Colonia.
La corsa per la salvezza
C'è il sospetto che dentro alla prossima lotta alla salvezza ci finisca anche l’Udinese, a meno che in queste ultime settimane di mercato non salti fuori con qualche idea interessante. La cessione di Lucca (12 gol nel campionato scorso), di Thauvin (tecnicamente il punto più alto) e di Bijol (tre stagioni da leader della difesa friulana) hanno indebolito la squadra. Tuttavia soffriranno di più le tre neopromosse.
Il Pisa è passato da un centravanti campione del mondo (Inzaghi) a un altro centravanti campione del mondo (Gilardino), peraltro ex compagni nel Milan di Ancelotti, e finora le sue scelte sono interessanti: Cuadrado, Nzola e una garanzia a centrocampo, Aebischer.
Il ritorno del Sassuolo ripropone in Serie A l’ultima bandiera del calcio italiano, Domenico Berardi: anche in questo caso sarà un campione del mondo, Fabio Grosso, a tentare l’impresa. E di impresa (non certo la prima) bisognerà parlare se Nicola salverà la Cremonese, più solida in difesa con Baschirotto.
Se il Genoa ritroverà il rendimento della scorsa stagione non avrà problemi a mettersi in salvo, anche grazie all’ottimo lavoro di Patrick Vieira, curiosamente terzo allenatore della zona-salvezza ad aver vinto da giocatore un campionato del mondo.
Lo stesso non si può dire per il Verona, il Cagliari, il Parma e il Lecce. Due si sono affidate ad allenatori giovani e debuttanti, lo spagnolo Carlos Cuesta a Parma e il sardo d’adozione Fabio Pisacane a Cagliari. Ma se quest’ultimo finora ha avuto la fortuna della conferma di Piccoli, per Cuesta il problema sarà trovare i sostituti di Bonny e Sohm, compito non molto facile.
Il Verona ha ceduto tanto e soprattutto i pezzi migliori, da Ghilardi a Duda a Coppola. Come per il Parma, non sarà semplice porre rimedio a partenze di quel livello. Ma questo è il destino dell’Hellas e Zanetti lo sa. Ogni anno si riparte da zero, stavolta però potrà scommettere su un attaccante brasiliano che molti indicano come promessa, Giovane, ex Corinthians.
Il Lecce sta aspettando l’offerta buona per Krstovic: se arriverà, toccherà a Corvino inventarsi il nome di un sostituto all’altezza, anche se in casa ha già il centravanti che tanti danno come futuro azzurro, il giovanissimo Camarda. Il Lecce ha bisogno di gol, nel campionato scorso ha avuto il peggior attacco della Serie A.
Otto giorni e si ricomincia. Un tempo nel calcio passavano tre mesi fra l’ultima partita della vecchia stagione e la prima della nuova stagione. Ora poche settimane. La Juventus debutterà in campionato contro il Parma cinquantacinquattro giorni dopo la sconfitta col Real Madrid negli ottavi di finale del Mondiale per club e c’è da scommettere che fra i bianconeri non saranno pochi i titolari di tutt’e due le gare. Proprio quel torneo, di natura economica/commerciale/promozionale e assai meno calcistica, potrebbe incidere sul cammino delle due squadre che vi hanno partecipato, la Juventus e l’Inter. Il mercato ha ancora spazio, terminerà dopo la seconda giornata, dopo il turno ferragostano di Coppa Italia e i playoff della Fiorentina in Conference League. Tutto potrà cambiare, ma intanto diamo un’occhiata alle nostre venti squadre.