Open Var, Rocchi: "Il tocco di Pavlovic in Milan-Lazio? Era calcio d'angolo. Su Koné..."
"Il tocco di gomito di Pavlovic nel recupero di Milan-Lazio? Meritava un check di quindici secondi. Non è rigore, ma non è mai fallo alla difesa. La decisione giusta era calcio d’angolo". Così il responsabile della CAN di Serie A e B, Gianluca Rocchi, nel corso di Open Var. Nel format di Dazn, Rocchi è entrato nel dettaglio della decisione più controversa della tredicesima giornata di Serie A facendo anche un mea culpa.
Tocco di Pavlovic in Milan-Lazio, cosa si sono detti arbitro e sala Var
L'analisi è partita dalla diffusione del dialogo tra l'arbitro Collu e Di Paolo in sala Var (assitito da Paterna). Collu chiede: “Com’è?”. Di Paolo risponde: “Sto guardando, dammi tempo. Il braccio sta lì, se sta andando in porta può essere punibile. Possibile tocco di mano. Ti consiglio una OFR per possibile calcio di rigore. Ti faccio vedere la dinamica”. Collu osserva: “Lui (Pavlovic) va in opposizione col braccio ma c’è il fallo di Marusic prima che lo trattiene. Fammi vedere anche la tempistica di Marusic. C’è la maglia tirata, io fischio fallo. Dico che c’è il braccio ma anche il fallo prima”.
Rocchi: "Capisco la Lazio, che si arrabbia. Forse non sono stato abbastanza chiaro"
Parlando dell'episodio contestato, Rocchi ha spiegato: "Sono molto rammaricato. L'episodio ci ha fatto un po' discutere, tolto quello è stata una giornata eccellente. Anche in Milan-Lazio era stata fatta un'ottima direzione di gara. Non ci sono dubbi, non era calcio di rigore. Non c'è nessun grado di punibilità. La cosa che mi dispiace, e sorprende, è che il Var va in quella direzione subito. Non riesco a capire cosa possa essere scattato nella testa di questi ragazzi per aver cambiato la decisione. Ho sentito molto parlare di una cosa e di questo, magari, mi assumo la responsabilità totale. Forse non sono stato abbastanza chiaro, anche con i miei. Quando io parlo di un OFR in più, non è che vuol dire: ho un dubbio e mando l'arbitro al monitor, perché sennò rischiamo di fare un cataclisma. Chi sente l'audio sente bene che la decisione non è dubbia, per il Var è rigore. Quando parlo di episodio di OFR in più parlo di due, tre, quattro situazioni in una stagione. Per il resto dobbiamo continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto, ai ragazzi lo dirò, forse non sono stato chiaro in quello che volevo dire. Capisco la Lazio che si arrabbia: se non gli dai rigore, penso lo avrebbero accettato subito. Nessuno mette in discussione la punibilità di un tocco a trenta centimetri, di una pallonata. Non c'entra che il tiro va o non va in porta perché è o non è rigore. La decisione migliore era calcio d'angolo, ma come avete sentito anche l'arbitro avrebbe concesso rigore, sbagliando, se non avesse fischiato il fallo. Abbiamo fatto un errore meno importante rispetto ad altri, ma rimane un episodio non gestito bene".
Rocchi: "Correta l'espulsione di Allegri, ma io non vorrei che gli allenatori venissero espulsi"
Soffermandosi sugli attimi concitati prima della revisione al monitor, Rocchi ha aggiunto e concluso: "Ribadisco il concetto. Quando gli arbitri vanno al monitor dobbiamo metterli nelle condizioni di poter lavorare nel miglior modo possibile. Se gli metti pressione o vai a protestare prima che vada al monitor è un sistema che non va bene. Quindi, è corretta l'espulsione di Allegri, ma io non vorrei che gli allenatori venissero espulsi, non vorrei espellere gli occupanti delle panchine. Vorrei che capissero, come hanno fatto la settimana scorsa, la difficoltà di una decisione e aspettassero la decisione. Capisco che siamo al 96', lo stress, la tensione, però dobbiamo pensare di mandare un ragazzo al monitor nella massima tranquillità possibile perché sei non sei lucido non decidi bene".