De Rossi e Gattuso: da quando Rino impazzì con un giornalista al barbiere in aereo, quante storie inedite

Una vita insieme in Nazionale condividendo il palcoscenico della Serie A, oggi si ritrovano da allenatori in Lazio-Genoa
Chiara Zucchelli

Pubblicato il 30.08.2026, 09:15

Tra Rino Gattuso e Daniele De Rossi ci sono cinque anni di differenza. Niente, adesso che entrambi sono allenatori di Serie A. Abbastanza, nel 2006. Quando l’Italia giocava il Mondiale in Germania Gattuso era uno dei senatori della squadra, talmente concentrato nel suo essere in ritiro - fisico, calcistico e spirituale - che persino nel giorno libero restava in hotel. Costringeva la moglie Monica a raggiungerlo ma niente distrazioni. De Rossi, invece, non aveva neppure 23 anni, ma c'era una bambina piccola nata dodici mesi prima e, complice anche l’espulsione contro gli Usa, aveva bisogno di prendere più aria. Staccare la testa che, a volte, era davvero pesante. Rino e Daniele si conoscevano già ma in quegli anni è nato un rapporto che dura ancora oggi. All’epoca il milanista, anche per motivi di spot pubblicitari, era più legato a Totti, il romanista frequentava spesso Pirlo. Il tempo, e per ironia della sorte l'Italia, li hanno avvicinati.

 

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De Rossi e Gattuso si ritrovano in Serie A

Gattuso ha allenato la Nazionale, come è finita lo sappiamo tutti, a Malagò sarebbe piaciuto vedere De Rossi su quella panchina. Succederà, forse. Oggi è il giorno di Lazio-Genoa, Rino al debutto casalingo in campionato in uno stadio vuoto che per Daniele, con altri colori, è stato la casa di una vita. Niente clima da derby, però: la Nord non ci sarà, il pensiero di De Rossi ora è solo sul Genoa. Si abbracceranno, saluteranno e chissà se, anche solo per un momento, si rivedranno avversari e amici con gli scarpini ai piedi.

 

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Quando Gattuso difese De Rossi al Mondiale del 2006

Scherzavano in ritiro, Gattuso non se la prendeva mai, sapeva quanto tutto fosse importante per fare gruppo. Quando serviva, però, era serissimo. Mentre il giovane De Rossi era attaccato da più parti per il rosso contro gli Usa, Gattuso in privato rimise al suo posto un giornalista troppo indiscreto («che stai a fa’? Lascialo in pace») e poi pubblicamente disse: «Siamo una squadra, non lasciamo indietro nessuno». Un atteggiamento, quello del tecnico della Lazio, che Daniele non ha mai dimenticato. Oggi saranno rivali per 90’, profondamente diversi rispetto ai ragazzi di un tempo, ma sempre con lo stesso spirito. Uomini di parola, Gattuso e De Rossi: promisero che, in caso di vittoria del Mondiale, si sarebbero rasati i capelli a zero. Lo fecero entrambi, uno dopo l’altro, nel bagno dell’aereo che stava riportando a casa i campioni del Mondo. Barbiere speciale: Fabio Cannavaro.

 

 

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