Rocchi esclusivo: “La linea del Var l’ho sbagliata, ora sono dentro un incubo. Marotta? Mai sentito”

Oltre 4 mesi da “mostro”, poi la richiesta di archiviazione  L’ex designatore ha scelto il nostro giornale per sfogarsi 
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Ivan Zazzaroni

Pubblicato il 01.09.2026, 07:29

Avevi mai sentito Marotta? Hanno messo di mezzo l’Inter.

«Mai, così come non ho mai avuto, né cercato rapporti con altri dirigenti. Per questo avevo inserito la figura del referee manager, un professionista addetto ai club. Penso che lo conservino anche quest’anno».

Ma avresti comunque potuto ricevere indirettamente le rimostranze oppure gli inviti dei dirigenti.

«Da sempre tutte le società, pur se in tempi diversi, hanno avuto qualcosa da dire agli arbitri o sugli arbitri e quando dico da sempre non mi riferisco al mio periodo. Io posso garantirti che non ho mai favorito o maltrattato squadre, decidendo sempre in totale autonomia».

E le bussate? Altra accusa che ti viene mossa?

«C’è ancora un procedimento in corso, ho rispetto del magistrato che se ne sta occupando, così come di quelli di Milano. Ci sarà tempo per chiarire pubblicamente anche questo punto».

Il mondo arbitrale come si è comportato?

«Tanti ragazzi hanno chiamato e mi sono stati vicini, Francesco Massini si è comportato in modo esemplare, così come Roberto (Rosetti, designatore europeo, nda) che mi ha permesso di continuare a sentirmi arbitro facendomi fare l’osservatore. Non nego che quando ho ricevuto la convocazione, la prima, per una partita a Bratislava dello Slovan mi sono emozionato proprio come trent’anni fa».

Avrai avuto anche qualche breve parentesi di sollievo.

«Poche. Ecco, quando i pm hanno chiesto l’archiviazione poiché non sussistevano gli elementi per il rinvio a giudizio. Poche, pochissime... Mi sono ritrovato senza un’identità, senza un lavoro».

E senza uno stipendio. Oggi ti autosospenderesti di nuovo?

«Penso di sì, lo rifarei. I miei figli hanno capito, uno fa l’arbitro, Samuele, Federico no».

Almeno uno sano in famiglia c’è.

«Non scherzare... Credo che questa esperienza abbia insegnato qualcosa anche a loro, al di là delle sofferenza che ha procurato. Ho conosciuto l’umiliazione e l’ho anche frequentata per mesi».

Hai incontrato le tue fragilità .

«Questa è un’esperienza che non auguro a nessuno. Ho reagito come ho potuto».

So che avresti voluto essere ascoltato immediatamente dal pm Ascione. Eppure...

«D’Avirro, il mio avvocato, un professionista di straordinaria esperienza e molto stimato, ha voluto che non mi presentassi. Dinamiche avvocatizie. Solo più avanti sono stato in Procura a Milano per fare chiarezza».

Cosa ti rimproveri della tua gestione, dove pensi di aver sbagliato?

«Errori ne ho certamente commessi, il principale la scorsa stagione. La linea del Var l’ho toppata, ho trasmesso un messaggio sbagliato, meglio più Var che meno. Anche in termini di comunicazione un grosso errore».