De Roon non dimentica Gasperini: "Ci sentiamo ancora. Ecco cosa ha dato all'Atalanta e al calcio italiano..."

Le parole al miele del capitano della Dea al suo ex allenatore, ora alla Roma: tutti i dettagli

BERGAMO - Vigilia di Champions League in casa Atalanta. La Dea di Raffaele Palladino si appresta a vivere l'ennesima grande notte europea della sua storia: domani, mercoledì 21 gennaio, alla 'New Balance Arena' arriva l'Athletic Bilbao dei fratelli Williams. Match complicato ma che i nerazzurri bergamaschi vogliono far loro per avvicinarsi, sempre di più, alla qualificazione diretta agli ottavi di finale. Chi non vede l'ora di scendere è Marten De Roon, capitano dell'Atalanta. Intervistato da 'Diario As', il centrocampista olandese racconta il suo legame con i tifosi dell'Atalanta - "Sentimento speciale e immediato perché condividiamo la stessa etica del lavoro" - poi torna sul recente passato della Dea e il suo stretto rapporto con il principale artefice del 'miracolo-Dea', Gian Piero Gasperini, per il quale De Roon ha solo parole al miele.

De Roon non dimentica Gasperini: "Ci sentiamo ancora. Ricordo ancora il suo primo allenamento"

"Cosa mi ha dato personalmente Gasperini? Moltissimo", sottolinea l'olandese. "Gli sono molto grato e ogni tanto ci sentiamo ancora. È ai massimi livelli. La cosa più importante - svela De Roon - è che mi ha fatto capire che giocare in avanti è fondamentale per un centrocampista. Ricordo bene il primo allenamento: mi disse subito di giocare in avanti. Da lì in poi ho capito che il calcio si gioca sulle fasce ed eravamo molto bravi a giocare molto alti e a creare occasioni per gli attaccanti. Questa è la cosa più importante che mi ha insegnato. Poi, fisicamente, mi ha aiutato a fare un passo avanti".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Atalanta

De Roon: "Gasperini ha aiutato l'Atalanta e il calcio italiano: ecco il suo insegnamento più importante..."

L'olandese classe 1991 esalta poi la gestione di Gasperini: "Cosa ha portato di diverso? Ha aiutato tutti noi a fare un grande passo avanti, non solo l'Atalanta, ma l'Italia, perché ora molti giocatori fanno quello che fa lui. Grazie a lui sono arrivato anche in Nazionale, grazie a lui abbiamo giocato in Champions League. Ci ha fatto capire - spiega ancora De Roon - che era possibile giocare contro chiunque, battere chiunque, andare in stadi difficili con la mentalità di vincere e voler vincere. E questo, secondo me, è l'insegnamento fondamentale che ci ha dato".

De Roon: "Ecco cosa disse Gasperini dopo Dublino"

I due, insieme, hanno vinto con l'Atalanta la storica Europa League del 2024, a Dublino, nell'indimenticabile finale contro il Bayer Leverkusen: "Il giorno dopo non potevamo credere di aver vinto davvero. Ma subito dopo la finale, Gasperini ci disse: 'Non è che ora sia un allenatore migliore di quanto lo fossi oggi pomeriggio, perché abbiamo vinto un trofeo'. Un trofeo offre questo tipo di visibilità, ma abbiamo conquistato l'Europa anche senza la coppa in sé perché abbiamo fatto grandi cose in Champions League. Una squadra di provincia ha raggiunto i quarti di finale, ha giocato così contro il PSG e ha ottenuto grandi risultati in Italia. Questo ci riempie di orgoglio e ci fa anche capire che siamo sulla strada giusta. Inoltre, un trofeo ci ha dato una visibilità internazionale molto maggiore".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Atalanta

De Roon: "Juric? Dopo Gasp chiunque avrebbe avuto vita dura"

Il capitano della Dea racconta anche le difficoltà dopo l'addio di Gasperini, direzione Trigoria e l'arrivo a Bergamo di Ivan Juric: "Chi è arrivato dopo Gasperini avrebbe avuto vita dura, perché è un allenatore che ha dato tanto. Ha sempre tenuto l'asticella molto alta, e forse ci siamo rilassati un po'. Ma abbiamo avuto anche sfortuna, pareggiando partite che avremmo potuto vincere. Inoltre, forse non si è instaurato un rapporto forte tra spogliatoio e allenatore", svela De Roon. "Mi dispiace perché alla fine sono sempre i giocatori a scendere in campo, ma di solito è l'allenatore a pagarne le conseguenze. Infatti, quando se n'è andato, ho detto alla squadra di guardarsi allo specchio, perché non è stato lui a sbagliare. Siamo stati noi giocatori a scendere in campo e non abbiamo portato lo spirito giusto, l'atteggiamento giusto". Il post Juric si chiama Raffaele Palladino: "Ha portato serenità, chiarezza ed entusiasmo. Queste tre parole sono fondamentali. Ci ha trasmesso entusiasmo e ci ha detto di scendere in campo con determinazione, ricordandoci che siamo una squadra forte".

De Roon elogia Raspadori: "Felici del suo arrivo, ha il gol nel sangue"

Infine, il capitano dei nerazzurri bergamaschi dice la sua sul colpo di mercato della Dea, Giacomo Raspadori: "Ci ha fatto subito un'ottima impressione; è molto bravo, si muove molto bene tra le linee. È un ragazzo che ha voglia di lavorare, sa tirare con entrambi i piedi. Ha il gol nel sangue, è nel suo dna. Ha così tante qualità, può darci una mano, può giocare come trequartista, centravanti, dietro la seconda punta... quindi abbiamo qualche opzione in più. Siamo molto contenti del suo arrivo".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Atalanta

BERGAMO - Vigilia di Champions League in casa Atalanta. La Dea di Raffaele Palladino si appresta a vivere l'ennesima grande notte europea della sua storia: domani, mercoledì 21 gennaio, alla 'New Balance Arena' arriva l'Athletic Bilbao dei fratelli Williams. Match complicato ma che i nerazzurri bergamaschi vogliono far loro per avvicinarsi, sempre di più, alla qualificazione diretta agli ottavi di finale. Chi non vede l'ora di scendere è Marten De Roon, capitano dell'Atalanta. Intervistato da 'Diario As', il centrocampista olandese racconta il suo legame con i tifosi dell'Atalanta - "Sentimento speciale e immediato perché condividiamo la stessa etica del lavoro" - poi torna sul recente passato della Dea e il suo stretto rapporto con il principale artefice del 'miracolo-Dea', Gian Piero Gasperini, per il quale De Roon ha solo parole al miele.

De Roon non dimentica Gasperini: "Ci sentiamo ancora. Ricordo ancora il suo primo allenamento"

"Cosa mi ha dato personalmente Gasperini? Moltissimo", sottolinea l'olandese. "Gli sono molto grato e ogni tanto ci sentiamo ancora. È ai massimi livelli. La cosa più importante - svela De Roon - è che mi ha fatto capire che giocare in avanti è fondamentale per un centrocampista. Ricordo bene il primo allenamento: mi disse subito di giocare in avanti. Da lì in poi ho capito che il calcio si gioca sulle fasce ed eravamo molto bravi a giocare molto alti e a creare occasioni per gli attaccanti. Questa è la cosa più importante che mi ha insegnato. Poi, fisicamente, mi ha aiutato a fare un passo avanti".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Atalanta