
Bologna, eppure a Orsolini non rinuncerei mai
Nel calcio l’ampiezza è mezza bellezza, e allora viva gli esterni, gli specialisti dell’uno contro uno “isolato”, tra i pochi in grado di determinare la superiorità numerica senza il ricorso all’arbitro dal cartellino facile.
Il Bologna di Italiano, così come quello precedente guidato da Motta, punta dichiaratamente sul campo largo (qui Schlein e 5Stelle non c’entrano): Ndoye, Orsolini, Dominguez e Iling-Junior (salutato Karlsson) sono
perciò figure tecniche utili, ma Orsolini lo è più degli altri, anche se tanto l’anno scorso quanto nel torneo in corso ha conosciuto l’alternanza.
Per me, a tutt’oggi, resta imprescindibile: se lo stesso coraggio che mostra nel tentare il tiro da ogni dove l’avesse nel puntare l’uomo, sarebbe un top. Perché la natura gli ha dato un sinistro alla Robben, ma ha risparmiato sulla velocità.
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