Skorupski espulso, bufera Maresca: sarà fermato subito

Rocchi ha giudicato sbagliata la decisione dell'arbitro durante Genoa-Bologna e soprattutto il fatto che abbia ignorato Lissone
Edmondo Pinna
4 min

Il colloquio, parola più, parola meno, fra Fabio Maresca, arbitro di Genoa-Bologna, e il VOR numero 6 di Lissone, dove siedono Maggioni (VAR) e Massa (AVAR) è surreale anche solo a sentirlo raccontato. «Ho le idee chiare» è il mantra che l’arbitro della sezione di Napoli, della quale è stato presidente (giusto per poter festeggiare i 100 anni), ripete e si ripete. Sia quando gli annunciano il controllo (prassi normale, c’è appena stato un cartellino rosso), sia quando viene mandato all’OFR (prassi normale, quando c’è un errore), sia quando vede le immagini (e qui non è normale per nulla). Un doppio errore che gli costerà caro, verrà ovviamente fermato e non è la prima volta. Tanto che già quest’anno ha perso la sua qualifica da internazionale e adesso rischia anche la conferma nel gruppo CAN (o PGMOL all’italiana) dell’anno prossimo.

 

 

Decisione sbagliata

L’espulsione di Skorupski è stata giudicata sbagliata dalla Commissione Arbitrale Nazionale. Rocchi, che a Maresca ha dato anche troppe possibilità (ricordiamo che lo scorso anno, infortuni a parte, fu fermato per aver minacciato un giocatore in Kuwait), più che arrabbiato era desolato, incredulo. Perché Maresca su quel rosso ha sbagliato due volte: la prima, forse, giustificabile; la seconda no. Skorupski esce fuori dall’area di rigore (e anche di parecchio), liscia il pallone e - nel tentativo di recuperare - abbatte Vitinha. L’arbitro di Napoli estrae il rosso, fedele alle indicazioni che lo esigono quando il portiere abbandona la porta. Ecco, si fosse limitato a questo, si sarebbe potuto scusare. Perché ci sono tre giocatori del Bologna (l’ultimo è Heggem sulla linea dell’area) che possono ancora intervenire e perché la direzione dell’azione si stava spostando verso la linea laterale. Comunque, rosso e il VAR a lavoro. Maggioni e Massa (che prima pensano al grave fallo di gioco) analizzano il DOGSO e cominciano ad interloquire con Marassi. «Stiamo controllando». «Ti consigliano l’OFR» sono le indicazioni che arrivano. Ma da subito Maresca è irremovibile: «Ho le idee chiare, l’immagine ce l’ho chiara in testa» ha detto, ripetiamo, parola più parola meno. Ed anche davanti alle immagini, con i due da Lissone che in qualche maniera cercano di instradarlo, parlandogli proprio della direzione generale dell’azione e che ci fossero avversari fra lui e il pallone: «Ma non conta - insiste Maresca - Se fosse stato un centrocampista avrei fatto giallo, ma è il portiere, confermo il rosso». L’osservatore della CON - pare alla prima partita di A - gli ha dato 8.40: non sufficiente.

Dopo l'errore, la bufera

Maresca, nella bufera, ci si è cacciato da solo (anche in questo caso, non una novità). Il Bologna aveva i nervi a fior di pelle a fine partita, pare siano volate parole pesanti, l’errore è stato così grave e fuori contesto che ha fatto saltare il banco. La società era rappresentata, in quegli attimi concitati, dal responsabile dell’area tecnica rossoblù, Giovanni Sartori. Che ha chiesto, con una chiarezza (eufemismo) cristallina quale fossero i motivi di un errore così palese che poteva far pensare ad altro. Un faccia a faccia pesante, particolarmente schietto (altro eufemismo). Potrebbe aggiungersi la beffa, bisognerà vedere cosa scriverà Maresca nel referto. Oggi sapremo.

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