Italiano è sotto assedio: il Bologna ha fretta di rinnovare, lui vuole i rinforzi

La società vuole sapere le intenzioni. Da chiarire il budget per il mercato e le ambizioni di Saputo
Claudio Beneforti
5 min

Ci siamo, nel primo pomeriggio di ieri c’è stata una lunga riunione a Casteldebole tra i capi rossoblù e l’argomento del giorno avrebbe riguardato i programmi per il futuro, anche perché sotto sotto il governo rossoblù informa che presto incontrerà Vincenzo Italiano (anche se c’è chi assicura che un colloquio tra le parti ci sia già stato) volendo conoscere le sue intenzioni e di conseguenza dovrà avere le idee chiare sia sul budget relativo al mercato sia sulle ambizioni che albergano nella testa di Joey Saputo. Che ha ringraziato i tifosi per aver fatto avvertire il loro tifo in tutti gli stadi in cui il Bologna ha giocato, ma inutile nascondere come al di là di questo riconoscimento più che doveroso ora lo stesso popolo di Bologna si aspetti che il presidente dia un seguito con i fatti a queste sue belle parole. 

Costruire un Bologna competitivo

 Saputo ha solo un modo per ricambiare tutto questo affetto: costruire un Bologna competitivo che possa vivere appena al di sotto delle grandi e al tempo stesso abbia anche le potenzialità tecniche per poter approfittare dell’eventuale annata dispari di qualcuna. Come è accaduto nei due anni passati e come sarebbe accaduto quest’anno, se il Bologna non avesse buttato via il mondo intero nel proprio stadio da gennaio in avanti. 

Un ciclo ormai chiuso

Certo, dire che se lo aspetta anche Italiano è il segreto di Pulcinella, anche se qualche timore fondato deve coltivarlo, perché chi pensa che in queste ultime settimane il tecnico rossoblù possa essersi in qualche modo lasciato andare esternando alcune frasi ritenute fuori luogo e fuori tempo, credeteci, si sbaglia di grosso, perché niente di quello che ha messo in piazza è figlio del caso. Come quando il giorno prima di Aston Villa-Bologna ha fatto sapere che una eventuale sconfitta non avrebbe potuto cancellare un ciclo di due anni di gioie. Sì, è vero, ci siamo chiesti il motivo per il quale Italiano ha desiderato definire anche sul piano temporale il suo lavoro, come se quel ciclo fosse finito. Ebbene, finalmente abbiamo capito il senso delle sue parole e come fosse cifrato quel suo messaggio, perché sarebbe proprio lo stesso Bologna a ritenere come questo ciclo sia ormai chiuso e debba ricominciarne un altro, con la speranza che nel giro di un paio di anni possa portare a fare qualche altro viaggetto in Europa. Il che non sarebbe il massimo della vita per coloro che vorrebbero vedere il Bologna lottare fin dal prossimo campionato per un posto quanto meno in Conference. 

 

 

Un nuovo ciclo, ma con Italiano 

Come immaginiamo che non lo sarebbe neanche per lo stesso Italiano, che ora come ora si sente a tutti gli effetti l’allenatore del Bologna anche di domani, e ciò non tanto perché al Bologna lo lega un contratto fino a giugno 2027, quanto perché un paio di interessamenti da parte di altre società li ha, ma proposte concrete no, e vai a sapere se gli arriveranno e quando arriveranno. Ora, il fatto che il Bologna lo consideri il tecnico giusto per aprire un nuovo ciclo lo può anche gratificare, ma che lo convinca anche a fare salti di gioia no, questo no, e nessuno deve pretenderlo, perché è evidente come Italiano preferirebbe che il Bologna attuale fosse rafforzato e non rinnovato. Anche perché si è reso conto di come le aspettative di Bologna siano cresciute con il tempo, portando i tifosi anche a fischiare alla fine di Bologna-Roma. E il fatto che Italiano abbia ritenuti quei fischi giusti non significa che gli siano scivolati addosso. 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Bologna