Italiano e il Bologna: è soltanto una storia di Europa e di ambizioni
BOLOGNA - Che i vertici del Bologna abbiamo già parlato o non lo abbiano ancora fatto con Vincenzo Italiano conta zero, l’incontro sarebbe stato o sarebbe solo un atto formale e potrà avere un senso solo quando sarà partito il valzer delle panchine. Poi in fondo cosa potrebbero aver detto o cosa potrebbero dire ora come ora gli uomini del governo rossoblù al loro tecnico contrattizzato fino al giugno del ‘2027, se non che sarebbero felici di poter cominciare con lui un nuovo ciclo e che la loro intenzione è di costruire una squadra che nel giro di qualche anno possa sperare di riconquistare uno spazio in una competizione europea. E come potrebbe aver risposto o come potrebbe rispondere Italiano se non che gli piacerebbe essere liberato nel caso in cui quello che a oggi è l’interessamento di una grande squadra nei suoi confronti (vedi soprattutto Milan e Napoli in caso di separazione con Max Allegri e Antonio Conte) diventasse una proposta concreta e che se ciò non dovesse accadere resterebbe volentieri a Bologna ma a condizione che gli fosse consegnata una squadra potenzialmente pronta a lottare per la terza volta di fila per un posto in Europa.
Bologna e Italiano divisi dall'Europa
Detto che il Bologna ha già fatto sapere a Italiano di poter essere anche disposto a lasciarlo andare per una grande squadra ma non oltre una certa data, non volendo poi ritrovarsi a dover cercare un nuovo allenatore quando quello che può essere l’obiettivo di oggi ha già trovato un’altra panchina, il discorso è uno solo. Questo: Italiano che lascia il Bologna per una squadra da scudetto sarebbe un conto, un altro sarebbe se il Bologna e Italiano dovessero continuare a convivere sotto lo stesso tetto di Casteldebole, perché a quel punto il rischio di poter arrivare a un confronto molto acceso sarebbe alto, e ciò per le ambizioni che ha Italiano e di contro per la volontà che ha la società di confezionare una squadra giovane, con le operazioni in entrata che devono essere per forza figlie del ricavato di quelle in uscita e che porterebbero anche alla cessione di uno o addirittura due dei gioielli di casa. Soprattutto se Saputo pretendesse per la terza volta di fila che il mercato fosse chiuso con un saldo attivo importante.
Bologna, la sparata di Thiago Motta
Ora, è vero che il contratto costringerebbe Italiano ad accettare quel che passa il convento, ma a quel punto come potrebbe essere contento di restare a Bologna se non per i numeri del suo ingaggio, rendendosi conto di come le aspettative della gente siano cresciute e che Sartori e Di Vaio, nonostante la loro infinita competenza, non potrebbero mai regalargli calciatori affidabili da subito. Insomma, avete capito perché ci sarebbero da aspettarsi settimane condite anche di veleno, alla luce almeno di quelli che a oggi sono i propositi al ribasso del vertice rossoblù.
Ecco, se proprio dovessimo arrivare a quel punto consiglieremmo a Italiano di parlare con Thiago Motta e di chiedergli come sia opportuno comportarsi per farsi comprare i calciatori da Saputo e Fenucci, considerato che dopo quella sua presa di posizione pubblica ferma e molto decisa di inizio agosto fu costruito il Bologna che poi a maggio sbarcò in Champions. Se Thiago quella sera di Utrecht fosse stato zitto, sarebbe successo? Il silenzio non sempre paga, almeno a Bologna.
