"Bologna, io resto": Bernardeschi si racconta e conferma il suo impegno per il futuro
Se non avesse fatto il calciatore, Federico Bernardeschi avrebbe scolpito il marmo. «Mi sarebbe piaciuto lavorarlo». E in fondo è proprio quello che sta provando a fare a Bologna. Il numero 10 rossoblù vuole contribuire a plasmare, con pazienza e ambizione, una squadra ancora più forte e anche una nuova versione di sé. Più dentro al campo, da mezzala offensiva, senza perdere l'istinto dell'attaccante. «Abbiamo parlato e c'è questa idea di provarmi in quella posizione. È una suggestione per questo inizio, ma il mister ha idee molto offensive, gli piace giocare a calcio, divertire. Fare la mezzala con libertà di esprimermi mi piace. La disponibilità c'è stata e stiamo lavorando per quello, poi vediamo».
Obiettivo Europa
Ma, anche se è solo l'alba della stagione, c'è già un messaggio di Bernardeschi scolpito nella pietra. «L'obiettivo primario è tornare subito in Europa. Questo Bologna, visto il percorso che ha fatto, deve tornarci». A Valles si sta faticando tanto. «Stiamo mettendo basi importanti. Da 1 a 100 sono stanco 98 e a noi calciatori non piace correre tanto, ma poi durante la stagione te lo ritrovi e ne sei felice», perché può dare quella spinta in più per vincere le partite. L'intesa con Tedesco si sta costruendo. «Da quello che ha iniziato a spiegarci ho capito che il suo calcio è molto propositivo, offensivo e che ci vuole far divertire. La scelta della società è stata quella di seguire la mentalità delle vecchie gestioni».
Rinnovi
E Bernardeschi è in linea con il club e con la città tanto da non ascoltare le sirene di mercato. «Voglio stare al Bologna, a cui devo tanto. E difficilmente dimentico queste cose. C'è il pensiero di proseguire insieme. Non è questo il momento di parlarne, ma ci siederemo e capiremo insieme». Da tempo è invece in discussione il futuro di Orsolini, che ancora non ha trovato l'intesa per firmare il rinnovo. «Riccardo è sereno. Ho un bellissimo rapporto con lui, ridiamo e scherziamo sempre. Credo che lui sia un giocatore fondamentale per il Bologna e lo è per la città, per l'ambiente e per la società. Queste sono cose che succedono, sono fasi, momenti e bisogna essere pazienti. Ma quando due entità si vogliono congiungere, alla fine si congiungono. Lui deve rimanere sereno come è, e la società deve fare in modo che resti».
Nazionale
Quando due strade sono destinate a incrociarsi prima o poi succede e così potrebbe succedere anche con Bernardeschi e la nazionale italiana. «Partiamo bene con il Bologna che è la cosa più importante, ma la nazionale per un calciatore italiano è sempre un obiettivo. Uno va in campo per il proprio club con un pensiero anche per la maglia azzurra. Ma adesso hanno problemi più grandi da risolvere, stanno ripartendo con un progetto nuovo e vediamo che progetto sarà». Secondo Bernardeschi l'Italia «si porta dietro tante ferite. Il peso di aver mancato la qualificazione a tre mondiali è sempre maggiore nella testa e nel carattere dei calciatori. Mi sembra questo, anche se, non essendoci stato, faccio fatica a farmi un'idea esatta. Ma non è giusto dire che il calcio italiano è fallimentare». Speranza. Ora, però, c'è il Bologna e l'azzurro per il fantasista passa da qua.
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