Rowe nervoso, ma Tedesco lo blinda: l’ultima parola a Saputo

La tensione dell’inglese sarebbe legata a un problema personale. Il suo futuro, però, resta in bilico. Il tecnico non vuole che il Bologna lo ceda
Claudio Beneforti

Pubblicato il 20.07.2026, 10:40

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Blindato. Domenico Tedesco non vuol sentir parlare di Premier League per Jonathan Rowe, né ora né (possibilmente) più avanti, ritenendolo fondamentale per il suo Bologna, e se sabato il ragazzo inglese ha commesso un errore imperdonabile rifilando una testata ad un avversario, non è perché stia pensando di andare via o quanto meno per altri motivi legati al contratto. No, niente di tutto questo almeno a oggi, primo perché per il momento il Bologna non ha ricevuto neanche una mezza richiesta per Rowe, secondo perché alla base del suo nervosismo ci sarebbe un problema personale. E del quale (pare) il Bologna sarebbe stato messo a conoscenza già prima del suo rientro a Casteldebole, quando a dire la verità vestito di tutto punto si presentò con il sorriso disegnato sulla faccia. Detto che gli scenari attuali in tempo di mercato possono cambiare nel giro di ore, ciò che Tedesco vorrebbe fermare è la sua eventuale partenza, avendo bisogno del suo talento e della sua capacità di saltare l’uomo e creare la superiorità numerica, che nel calcio di oggi (compreso il suo) fa la differenza.

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Bologna, finora comparsa sul mercato

No, non abbiamo dimenticato il diktat di Joey Saputo ai suoi dirigenti per quanto riguarda il saldo di mercato, che dovrà essere chiuso rigorosamente con il segno +, e neanche Tedesco avrà dimenticato le parole chiare dei suoi dirigenti legate ad una eventuale cessione di un tesoro di famiglia, e proprio in tale senso da oggi comincerà un altro mercato, quello vero del dopo Mondiale, anche se c’è già chi è stato grande protagonista. A differenza del Bologna, certo, che fin qua ha fatto la comparsa, e solo perché nei giorni passati ha chiuso la trattativa per Rahim Alhassane, classe 2002, terzino sinistro dell’Oviedo e del Niger. Che da questa settimana in avanti Bologna corra il pericolo di perdere uno dei gioielli di famiglia è sicuro, a meno che Saputo decida di accontentarsi dei soldi che arriveranno dalle cessioni di Jhon Lucumi, Thijs Dallinga e Benjamin Dominguez.

I doveri nei confronti diciottomila abbonati del Bologna 

E ciò sarebbe una cosa buona e giusta, perché fate attenzione: un presidente ha il diritto anche di non voler investire se non ha ambizioni e al tempo stesso non sarebbe nemmeno corretto fargli i conti in tasca, ma ha anche dei doveri soprattutto nei confronti di quei 18 mila tifosi che gli hanno dato fiducia al buio rinnovando l’abbonamento e che rischiano di ritrovarsi più avanti ancora una volta senza uno o due calciatori (anche) per i quali lo stesso abbonamento lo hanno sottoscritto.

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Se partisse Lucumí dovrebbe arrivare un difensore altrettanto affidabile

Abbiamo un’aggiunta da fare: sarebbe un’ulteriore mancanza di rispetto nei loro confronti se l’addio di Lucumi non fosse seguito dall’arrivo di un difensore altrettanto affidabile, ritenendo che possano bastare alla causa (quale causa? Dal nono al dodicesimo posto in classifica?) Helland, Heggem, Vitik e Casale.

Non scherziamo, la figuraccia contro l’Arminia è la prima ed evidente dimostrazione. E chi dice che la colpa è stata dei carichi di lavoro pesanti è solo perché ha messo la testa sotto la sabbia per non vedere la realtà.