Bologna a caccia del gol: la filosofia di Tedesco va metabolizzata
Tre gol in tre amichevoli. Il primo dato dell'era Tedesco racconta di un Bologna che, almeno davanti, deve ancora accendere il motore. A Valles sono arrivati soltanto la rete di Castro, quella di Dallinga, entrambi su azione, e il rigore trasformato da Rowe. Un bottino magro, accompagnato anche da una produzione offensiva limitata a poche conclusioni nello specchio. È presto per parlare di campanelli d'allarme, ma è inevitabile aspettarsi in futuro qualcosa di più. Perché il nuovo Bologna nasce con l'idea di essere più verticale che mai. È stato lo stesso Domenico Tedesco a spiegarlo nel giorno della sua presentazione: «A me piace un gioco offensivo, propositivo, fluido». Per il momento, però, quella filosofia si è vista soltanto a tratti.
Adattamento
Le attenuanti sono tante. La preparazione è nel suo momento più pesante, le gambe risentono dei carichi di lavoro e la brillantezza arriverà soltanto nelle prossime settimane. Inoltre Tedesco ha scelto subito due test impegnativi contro Arminia Bielefeld e Heidenheim, entrambe squadre di 2.Bundesliga che avevano già accumulato più allenamenti rispetto ai rossoblù. Avversarie capaci di alzare subito il livello della difficoltà. Anche il terzo test va letto nel suo contesto. Contro l'Iraklis, squadra che si era ritrovata da poco più di una settimana, il tecnico ha lasciato spazio per circa un'ora alle riserve, con la sola eccezione di Rowe. Difficile, quindi, pretendere automatismi e fluidità da un undici destinato probabilmente a non essere mai assemblato così.
Centralità
C'è poi un altro aspetto da considerare. Nei primi giorni di ritiro il lavoro si è concentrato molto sulle zone centrali del campo, dove Tedesco sta costruendo le basi del suo calcio. Di conseguenza gli esterni offensivi Rowe, Cambiaghi, Orsolini e Dominguez hanno dovuto abituarsi a qualcosa di diverso dal solito. Anche Bernardeschi sta vivendo una trasformazione tattica: Tedesco lo sta provando da mezzala.
Transizione
Ecco perché i tre gol segnati rappresentano soprattutto una fotografia del momento, non una sentenza. Il Bologna è nel pieno della transizione da un calcio all'altro. Un processo che richiede pazienza e lavoro quotidiano prima di diventare naturale. Ma se il nuovo Bologna vuole davvero assomigliare alle squadre di Tedesco, presto dovrà iniziare a produrre molto di più negli ultimi trenta metri come ha fatto nell'ultima stagione il Fenerbahce di Tedesco segnando 87 reti in 45 partite e prima il Belgio (41 gol in 24 gare).
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