Bologna, Tedesco prende atto delle partenze: dovrà riplasmare la squadra
Un mercato da dismissioni, ma così è se vi pare a Bologna, Joey Saputo ha indicato le direttive a Claudio Fenucci, che a sua volta le ha inoltrate agli uomini dell’area tecnica Giovanni Sartori e Marco Di Vaio e buona notte al secchio. Qual è la morale? Che il cerino acceso è rimasto tra le mani di Domenico Tedesco, informato di quello che sarebbe accaduto sul mercato ma forse non in modo tanto marcato, perché c’è un limite che il Bologna non avrebbe dovuto superare e che almeno per noi ha superato. Fino agli ultimi istanti del mercato: Tedesco si sarebbe aspettato l’arrivo di un centrocampista titolare, chissà fino a che punto ci ha sperato, certo è che alla fine deve essersi rassegnato all’evidenza. Quella di una proprietà che dopo aver vissuto tre anni sopra le righe per quello che è stato un autentico miracolo sportivo (e non per gli investimenti sostenuti) ha deciso di fare quattro passi all’indietro tutti in una volta, incomprensibilmente, perché quello che sta succedendo a Bologna sta sorprendendo tutta l’Italia del calcio.
Bologna indebolito dal mercato: Tedesco può solo prenderne atto
SALVATE TEDESCO. No, non è una nostra idea, ha «parlato» il mercato: se n’è andato Freuler e al suo posto è stato preso Amondarain, classe 2005, un prospetto bravo quanto si vuole ma sempre un ragazzo, è stato ceduto per 40 milioni Castro e sono arrivati Dovbyk in prestito con diritto e Piccoli con obbligo di riscatto a 18 in caso di salvezza (che fin qua sono stati talmente affidabili da convincere la società a... trattenere Enem, che sembrava destinato al Lugano), è stato ceduto Lucumi a 22 milioni ed è arrivato in prestito con diritto Theate, è stato ceduto Rowe per 40 milioni ed è arrivato Mbangula in prestito oneroso (2 milioni) con diritto di riscatto a 12.
Eppure anche in questa estate i tifosi che hanno sottoscritto l’abbonamento sono stati oltre 21 mila. Come e quanto il Bologna sia stato impoverito sul piano tecnico, dell’esperienza e del mestiere è davanti agli occhi di tutti, e allora sarà bene che sia il proprietario che il suo capoazienda si prendano tutte le loro responsabiltà. In questo senso: a oggi quello che sarà il campionato del Bologna non possiamo saperlo, certo è che nel caso in cui dovesse viverlo nella facciata destra della classifica le responsabilità non sarebbero di chi non è stato messo nelle condizioni di fare un mercato quanto meno accettabile e nemmeno di chi ha dovuto allenare una squadra che è la peggiore degli ultimi anni. Sì, se questo Bologna dovesse chiudere l’annata a sinistra, Tedesco e i suoi calciatori avrebbero fabbricato un’impresa.
Un clamoroso ridimensionamento
BASTA NUMERI. È lecito aspettarsi ora che il capoazienda Fenucci parli a Bologna, che merita di conoscere i motivi di questo clamoroso ridimensionamento. I motivi veri, e non di nuovo numeri, numeri e numeri, perché quelli devono continuare a essere a uso e consumo dei commercialisti e non dei tifosi, che vogliono sentirsi dire altre cose, magari anche scomode, e vedere una squadra che diverta e possibilmente vinca quando vanno allo stadio. Il fatto che il Bologna sia la società che più parla di numeri in Italia non è bello per Bologna.
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