Bologna, oggi l’ad Fenucci spiega le logiche dietro al mercato

I rossoblù escono ridimensionati dalla campagna trasferimenti. E in città crescono gli interrogativi su Saputo
Claudio Beneforti

Pubblicato il 03.09.2026, 11:04

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Chiedete e vi sarà risposto. Se poi sarete anche accontentati non possiamo saperlo, anche perché non dipende da noi ma da Claudio Fenucci. Sì, dal capoazienda del Bologna Claudio Fenucci, che per oggi ha convocato i giornalisti per una conferenza stampa che dovrebbe fare chiarezza su quello che è stato nella stanza dei bottoni di Casteldebole negli ultimi due mesi, volendo informare la gente sui motivi per i quali il Bologna abbia fatto secondo noi un mercato da dismissioni, secondo altri da liquidazione, secondo quasi tutti da società priva di ambizioni che vuole tirare a campare e come unico obiettivo ha quello di vivere un’annata lontana da guai di classifica, in attesa di tempi migliori. E ci mancherebbe che così non dovesse essere, anche se al peggio non c’è mai fine. Certo, lontano anche dalla zona europea, ma questo è il meno: se dopo aver giocato una Champions League, vinto una Coppa Italia e aver giocato l’Europa League i risultati devono essere questi e una società deve arrivare ad affrontare le difficoltà attuali, lasciamo stare, evidentemente non era e non è roba almeno da questo Bologna. 

Cosa fa Saputo?

Cosa dovrà essere chiesto a Fenucci? Prima di tutto come sia possibile che il Bologna abbia dovuto attraversare questo mercato senza portafoglio, nonostante avesse alle spalle saldi attivi. E soprattutto, ammesso che sia vero, perché Saputo sarebbe chiamato addirittura a dover ricapitalizzare di una decina di milioni quando il Bologna è la società italiana che ha fatto il saldo più attivo? Colpa di una struttura esagerata per quello che è lo spessore del Bologna? Potendo tornare indietro sarebbe consigliabile correggere qualcosa sotto il profilo della pianificazione finanziaria? Non avendo potuto fare lo stadio, Saputo si sarebbe stancato e ha chiesto di rientrare aspettando un cliente a cui vendere il Bologna? O ancora: alla luce del fatto che finalmente lo stadio potrebbe essere costruito, questo scenario che cambia non è che finisca per dargli una nuova linfa e consentirgli di rivedere una luce nel futuro? 

 

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Basta numeri

Certo, oltre a questi interrogativi di largo respiro che stanno aprendo dibattiti infiniti a Bologna e dintorni, eccome se ce ne sono altri relativi soprattutto al mercato. Detto che l’area tecnica ha potuto contare su numeri molto bassi, come mai il difensore è arrivato solo da alcuni giorni? E già che c’è, Fenucci risponda cortesemente anche sul motivo per cui non è stato regalato a Tedesco un centrocampista, perché l’allenatore oltre al difensore avrebbe desiderato anche un rinforzo in mezzo al campo. E poi perché è stato ceduto anche Rowe, dopo gli addii di Lucumi e Castro? Il Bologna non ritiene di aver tradito la sua gente? Tutta colpa di Rowe che voleva andare via? Nell’estate passata anche Lucumi fece le bizze e nonostante ciò il Bologna non lo lasciò partire. Ultima domanda: Fenucci conosce la canzone di Jovanotti «I numeri non li sopporto più, la matematica che mi perseguita, si parla solo coi numeri, la gente parla coi numeri, la gente dà i numeri?». Bene, se può Fenucci ce li risparmi, non li sopporta più neanche Bologna.