Cambiaghi, la stagione della verità
Il mercato gli ha consegnato la fascia sinistra, che con Jonathan Rowe sarebbe stata terreno di concorrenza. Oggi, invece, Nicolò Cambiaghi ne è padrone. La cessione del ventitreenne inglese ha aggiunto responsabilità sulle spalle dell'esterno rossoblù. Adesso non è più soltanto uno dei giocatori sui quali il Bologna può contare. È il numero uno di quella corsia. E dovrà dimostrare di meritarlo. A Bergamo, in una partita persa all'ultimo istante, Cambiaghi ha dato vivacità e imprevedibilità all'attacco. Ha saltato avversari, attaccato gli spazi, è andato al tiro due volte, colpendo un palo, ma adesso gli viene chiesto qualcosa in più. E non soltanto perché è diventato il giocatore principale della fascia sinistra.
Chiave
Con Domenico Tedesco Cambiaghi sta interpretando il ruolo in maniera diversa rispetto al passato. Deve avere una posizione più interna, cercare maggiormente la zona centrale. È un'evoluzione tattica che può esaltare le sue qualità, ma che contemporaneamente gli impone letture diverse. E cambia anche la pressione. Quando sei l'uomo che entra dalla panchina e cambia la partita, hai un compito preciso: aumentare il ritmo, sfruttare gli spazi, aggredire una difesa già affaticata. Cambiaghi, l'anno scorso, era diventato quasi un mago del subentro. Entrava spesso nel momento giusto e riusciva a lasciare il segno. Era diventato una delle armi più affidabili del Bologna quando la partita aveva bisogno di una scossa. Adesso quella stessa capacità deve trasferirla dall'inizio. È un passaggio tutt'altro che banale. Da titolare non può aspettare che la partita gli venga incontro. Deve essere lui a cercarla, a leggerla, a determinarne i tempi. Deve incidere anche quando gli avversari sono freschi e gli spazi sono pochi. E soprattutto deve reggere il peso di una responsabilità diversa.
Concretezza
Anche la richiesta di maggiore concretezza sottoporta non è nuova. Già Vincenzo Italiano gli chiedeva di trasformare meglio la qualità delle sue giocate in numeri. Perché Cambiaghi ha gamba, tecnica, accelerazione e capacità di saltare l'uomo, ma il salto definitivo passa dalla produzione offensiva. Gol e assist devono diventare una conseguenza più frequente della sua pericolosità. Il palo di Bergamo è un segnale, ma non può essere il punto d'arrivo. Solo così potrà far dimenticare Rowe, facendo in modo che sulla fascia sinistra il Bologna non senta la mancanza dell'inglese. Per riuscirci dovrà trasformare la fiducia ricevuta in continuità sul campo.
Nazionale
E poi c'è l'azzurro da conquistare. La Nazionale è il traguardo naturale per un giocatore che vuole compiere il salto definitivo. Roberto Mancini osserva e le convocazioni si conquistano con il rendimento, non con le promesse. Cambiaghi deve convincere il Ct di poter essere una soluzione affidabile anche a quel livello. Per farlo ha bisogno di una stagione nella quale non sia soltanto brillante, ma pure decisivo. Adesso tocca a lui dimostrare che la fascia sinistra non gli è stata semplicemente consegnata, ma è lui che se l'è presa. E che il Cambiaghi capace di spaccare le partite entrando dalla panchina può diventare qualcosa di più. Un titolare che le partite comincia a incidere dal primo minuto.
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