Fenucci: "Costi per 145 milioni e ricavi per 85: gap da recuperare"

Incassate le aspre critiche per la campagna acquisti portata avanti in estate, è arrivata la spiegazione dell'amministratore delegato del Bologna
Scegli Corriere dello Sport come fonte preferita su Google
Dario Cervellati
Dario Cervellati

5 min

Pubblicato il 04.09.2026, 10:59

BolognaBologna Tutte le notizie sulla squadra

Claudio Fenucci ha fatto il suo mestiere, mettendo in piazza ciò che riteneva necessario per spiegare e difendere, a uso e consumo del club, le scelte estive del Bologna. In una lunga conferenza stampa, l’amministratore delegato rossoblù ha ricostruito le ragioni delle cessioni pesanti, compresa quella in extremis di Rowe, dovuta anche alla volontà del giocatore. «Non una necessità economica o finanziaria», ha spiegato Fenucci, aggiungendo che «avremo - come disse dopo l’operazione Fabbian - un po’ di soldi da investire l’anno prossimo». L'ad ha anche messo in fila i numeri di un club che sostiene 145 milioni di costi a fronte di 85 milioni di ricavi e ha ricordato i 280 milioni di investimenti, senza averne incassati altrettanti. Un’analisi accompagnata dalla volontà, ribadita, di continuare a competere, anche grazie alle immissioni di denaro di Joey Saputo, ma nei confini di un calcio sostenibile. Adesso, però, c’è il campo. Il capitolo delle parole si chiude qui, quello delle risposte riparte da domenica.

Bologna, necessario programmare

PROGRAMMAZIONE. Anche perché fare una programmazione «è difficile, a meno di fare investimenti che sono fuori, a oggi, dalla nostra portata, perché nell'ordine di centinaia di milioni». L'esempio è quello dell'annata di Motta. «Anche con Thiago avevamo costruito una squadra che non era partita con l'obiettivo di arrivare in Champions League. Ci siamo trovati lì perché avevamo un allenatore bravo, un gruppo di ragazzi che si è esaltato nel percorso, ma non c'era la programmazione di dire arriviamo nelle coppe. E così dobbiamo fare: costruire squadre competitive, se poi si crea, strada facendo, quella capacità di andare oltre ai propri limiti, arrivano risultati al di fuori delle previsioni» considerando che «le risorse finanziarie sono determinanti per la competitività».

Guarda la gallery

Investimenti sul mercato e nuovo stadio

INVESTIMENTI. Fenucci ha ribadito, parlando di anno di «ricostruzione» e non di transizione, un termine che non gli piace perché «l'obiettivo è vincere tutte le partite», la volontà «di non smettere di investire, anche perché la proprietà ci garantisce un supporto finanziario annuale. Negli ultimi quattro anni abbiamo costruito squadre molto più costose di quello che il Bologna genera, e questo è un chiaro segnale che vogliamo investire. Vogliamo competere nei limiti di un calcio sostenibile e per questo abbiamo anche raddoppiato le risorse per il settore giovanile». L'autofinanziamento totale sarà impossibile, ma l'obiettivo è aumentare ancora le entrate.

STADIO. In quest'ottica c'è il nuovo stadio. «Vale diverse decine di milioni in più. A breve capiremo se ci sono le condizioni per farlo. Saputo e la Fiera sono i due investitori primari. Siamo già a lavoro con i progettisti».

Guarda la gallery

Le cessioni eccellenti e i rinnovi di Sartori e Di Vaio

ROWE. L'ad ha ripetuto che i soldi ricavati vengono messi per sviluppare il club, «reso forte e in grado di competere anche magari quando tra qualche anno ci sarà un altro azionista» e dunque le cessioni di Lucumi e Castro sono servite «per sanare la situazione finanziaria», mentre quella di Rowe permetterà di avere un gruzzoletto per il prossimo anno. «Facendo un bilancio, dopo aver parlato con il ragazzo e i suoi agenti e con una situazione sempre più rigida, tanto che è stato mandato via dagli allenamenti, abbiamo pensato che per il bene del Bologna, anche parlando con qualche giocatore, era meglio spostarlo. Già in passato aveva palesato qualche problema caratteriale, e in ritiro aveva mostrato un po’ di insofferenza, sebbene non ci fosse alcuna offerta: è venuta fuori la sua vera natura. Buona operazione con l'Atalanta, perché la valutazione complessiva è alta».

RINNOVI. Si parlerà, invece, dei rinnovi di Sartori e Di Vaio. «Anche il consiglio è in scadenza. Ho parlato con Joey per continuare questa avventura. Con loro due parleremo quando sarà per rimanere insieme perché questo è un gruppo di lavoro che ha funzionato bene».