Come giocherà il nuovo Bologna di Palladino: è uno specialista nel rilanciare gli attaccanti

Il nuovo tecnico ripartirà dal 4-3-3 di Firenze per rilanciare Piccoli, Orsolini e Bernardeschi. Equilibrio e qualità sulle ali
Scegli Corriere dello Sport come fonte preferita su Google
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

4 min

Pubblicato il 16.09.2026, 08:46

BolognaBologna Tutte le notizie sulla squadra

La Fiorentina aveva programmato tutto, pensava a un ciclo con Palladino come lo era stato con Italiano, che in tre anni aveva raggiunto tre finali. Era un’idea giusta, il giovane Raffaele aveva chiuso il campionato con i viola al sesto posto a quota 65, il punto più alto della gestione-Commisso, e con Moise Kean vice capocannoniere a 19 gol. Dalla sera alla mattina, poche ore dopo che Rocco aveva parlato di lui «come un figlio», l’addio improvviso e mai pienamente spiegato, mai completamente capito. Ma su Palladino, sul futuro della sua carriera, sono in molti a crederci. L’Atalanta lo ha preso in corsa per sostituire Juric, anche se poi a Bergamo non è andata benissimo. Ora ci riprova a Bologna, ancora in corsa e con una squadra che, sul piano tecnico, è inferiore alla sua Fiorentina e alla sua Atalanta.

Obiettivo rilancio per Piccoli

A 42 anni Palladino è già alla quarta squadra di Serie A nelle ultime quattro stagioni. A Monza era l’emergente, a Firenze ha fatto bene (anche se non aveva convinto i tifosi che lo avevano contestato all’ultima giornata), a Bergamo un po’ meno. Nella Fiorentina la chiave era Kean, non solo per i gol, ma perché la sua capacità di partire come un fulmine sul lancio lungo di De Gea era diventato lo schema più efficace dei viola. A Bologna potrebbe provarci con Piccoli che la Fiorentina, su suggerimento di Pioli, aveva acquistato proprio per avere un sostituto di Kean. Quindi, lancio di Skorupski per Piccoli e tutta la squadra che sale per accorciare le distanze con l’attacco. Rilanciare i centravanti è una specialità di Palladino.

Palladino, difesa girevole

Nella Fiorentina era partito con la difesa a tre e la squadra imbarcava acqua da tutte le parti. Quando, nel secondo tempo della partita con la Lazio, è passato a quattro (su consiglio di Pradé e di una parte dello spogliatoio), i viola hanno preso il volo. Ripartirà dai quattro difensori, ma non è detto che prosegua su questa linea. Sul numero dei centrocampisti invece non dovrebbero esserci dubbi: saranno tre, almeno nelle prime uscite. L’esperienza fiorentina gli aveva suggerito anche questo, giocando con un centrocampo a due subiva troppo l’avversario. Ferguson, Pobega e Amondarain possono diventare i tre giocatori fondamentali per restituire equilibrio al Bologna.

Bologna, novità sulle ali

È sulle fasce che Palladino cerca la qualità. Rowe sarebbe stato perfetto per il suo gioco (e lo sarebbe stato anche per Tedesco...), ora affiderà gli esterni a Orsolini (appena sarà disponibile) e a Bernardeschi (difficile fare a meno della sua esperienza), tenendo Cambiaghi come prima alternativa. Sintesi finale: difficilmente si staccherà dal 4-3-3, il sistema che a Palladino ha dato qualche soddisfazione. Sa di aver preso in corsa una squadra che per entrare fra le prime dieci deve sudare, ma sudare davvero. Le cessioni di Rowe, Lucumi e Castro hanno riempito le casse e svuotato la squadra. Tedesco ha accettato e ora paga. Palladino ha un compito durissimo.