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Cagliari-Nandez, storia infinita

Dall’Uruguay in Sardegna venti calciatori e tre tecnici: ora tocca a Nahitan scrivere la sua pagina

Cagliari-Nandez, storia infinita
© Getty Images

CAGLIARI - Nahitan Nandez è uno che entra in punta di piedi ma diventa presto quello che fa parte di ciò che è bandiera, credo calcistico. Il più giovane capitano della storia del Penarol, autentico mito dei tifosi xeneizes che affollano il suo profilo Instagram supplicandolo, a ogni post, “vuelve a Boca Juniors. Scatenando, spesso, la risposta pungente dei sardi “Eja, scaresceisìddu” (“sì, dimenticatevelo” per i non isolani).  Arrivando lo scorso agosto a Elmas, la prima cosa che ha detto è stata: «Ma tutta questa gente è qui per me?». La sua fama di guerriero lo aveva preceduto anche grazie a quel rapporto, lungo oltre diecimila chilometri dal Golfo degli Angeli sino alla foce del Rio de la Plata. La tratta oceanica battuta da numerosi connazionali, ha visto in particolare tre predecessori che spiegano come sia stato possibile - al di là della bravura tecnica ammirata in tv - che i centinaia sardi lo aspettassero con ansia all’aeroporto. Diego Lopez, Pepe Herrera e Nelson Abeijon hanno influito nella creazione di questo rapporto solidissimo fra i sardi e Nandez. Lopez, “El Jefe” lo ha sfiorato al Penarol, Nahitan si era appena trasferito al Boca; Herrera al Penarol i ha giocato prima di volare a Cagliari (poi c’è pure tornato), Abeijon ha frequentato la sponda Nacional ma tanto lui quanto Herrera hanno giocato nello stesso ruolo. Tutti e tre però gli hanno detto, direttamente o meno, che Cagliari era ideale per lui. Centrocampista di cuore, ruolo che conquista perché ce la devi mettere l’anima e così scopri che oltre alla garra charrua c’è una garra sarda trasfusa dai tifosi. I sardi sono molto simili agli uruguayani: tutti i figli della Repùblica Oriental lo hanno sempre detto. Dev’essere per forza vero.

Il futuro

C’è stato un momento in cui il fresco vincolo fra Nandez e il Cagliari è entrato in crisi. Malintesi contrattuali, con il manager e non soltanto, però risolti. Nei sorrisi fotografici, la ritrovata serenità professionale ha sicuramente un peso ma agli occhi di chi di uruguagi transitati in rossoblù ne ha visti tanti, questa serenità vale di più. Non è il caso neppure di opinare sulla bravura calcistica di Nahitan. Ma dopo El Jefe e dopo il Guerriero, Nandez è destinato ad aprire un ciclo. Nahitan ha 24 anni. Il futuro è suo. E del Cagliari.

Di Vincenzo Sardu

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