Cagliari, ecco Semplici: "Trovo una squadra col freno a mano tirato"

Il nuovo allenatore: "Il mio compito sarà di tipo mentale: ci attendono 15 finali, ma ho accettato perché credo nella salvezza"
Semplici (Spal)© ANSA

CAGLIARI - In casa del Cagliari, oggi è il giorno di Leonardo Semplici: l'ex tecnico della Spal è stato chiamato da Tommaso Giulini a sostituire l'esonerato Eusebio Di Francesco e a salvare una formazione in crisi nera. Ecco le sue parole in conferenza stampa: "Ho trovato una squadra moralmente abbattuta dopo le tante partite senza punti, involuta rispetto alle aspettative. Penso che il mio sia un compito soprattutto mentale, per portare di nuovo la giusta determinazione e compiere un'impresa. I ragazzi hanno dei valori che non sono ancora riusciti a dimostrare nella prima metà del campionato. Ho accettato questa sfida per la piazza, per la sua storia e perché ho intravisto in questa rosa la possibilità di arrivare all'obiettivo. Spero di portare insieme allo staff una ventata di entusiasmo e voglia di sovvertire l'andazzo". Per dire di sì alla proposta del patron rossoblù, il mister fiorentino non ci ha messo molto: "La sfida l’ho accettata perché credo nella salvezza, non è stata una questione di soldi o contratto. Voglio portare qui la mia tipologia di lavoro, ma soprattutto voglio offrire la mia professionalità. Credo di poter liberare mentalmente questi ragazzi da certi problemi. Ci sarà da fare un torneo con 15 finali da affrontare gara dopo gara. In allenamento ho visto dei giocatori che vogliono ripartire".

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"Squadra col freno a mano tirato, ma la colpa non è di Di Francesco"

Semplici è stato tra gli artefici di quella Spal che si salvò al primo anno in Serie A e anche la stagione dopo: "Pesa sempre l’aspetto della testa: ho rivisto alcune gare e ho visto una squadra che giocasse con il freno a mano tirato. Ma non per colpa di Di Francesco, che è un grande tecnico e che stimo e saluto. L’aspetto principale sui cui soffermarsi sarà mentale, dobbiamo avere un approccio diverso. Nella vita ci vogliono sempre delle sfide: è troppo facile presentarsi quando le cose vanno bene, se avessimo avuto 30 punti non sarei qui. Ma quando hai ricevuto da Cagliari quello che ho ricevuto io credo fosse arrivato il momento di dare qualcosa a club e tifosi".

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"Non chiamatemi normalizzatore, ma voglio portare entusiasmo"

L'ex tecnico estense non si sofferma su moduli e questioni tattiche: “Voglio dare poche indicazioni ma precise, come modulo continueremo con quello già visto negli ultimi tempi. Ci saranno delle mie idee ma non credo nelle rivoluzioni, ho una rosa di grande valore. Non è il ruolo di un singolo giocatore a cambiare il risultato finale. Ho trovato grande disponibilità da parte di tutti. Ho chiesto ai ragazzi di migliorarsi per quesa salita. Normalizzatore? Non mi piace troppo come etichetta, ma mi auguro di riportare entusiasmo. Voglio far esprimere tutti al meglio. Dobbiamo avere spirito di rivalsa, qualcuno può ritornare un campione".

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