
Il dramma di Trepy: si valutano eventuali danni cerebrali
È andato a un passo dalla morte ma, se il quadro clinico evolverà favorevolmente, come pare, Yael Trepy tornerà a un’esistenza normale e potrà riprendere la carriera di calciatore professionista. A salvarlo, l’intervento degli amici, che lo hanno ripescato dall’acqua della piscina nella quale stava affogando, il trasporto d’emergenza con l’elicottero del 118 che lo ha trasferito all’ospedale "Santissima Annunziata" di Sassari, e le cure dell’équipe guidata dalla dottoressa Antonella Grazia Anna Vaccarella, che lo hanno tenuto in vita. Adesso, il 20enne attaccante francese del Cagliari è ricoverato nel reparto di Terapia intensiva in coma farmacologico e intubato. Secondo le prime analisi non avrebbe subito danni irreparabili al cervello e al cuore, ma la prognosi è riservata, per fare una valutazione approfondita bisognerà aspettare che Yael sia risvegliato.
Trepy, cosa è successo
I fatti. Trepy stava trascorrendo i due giorni di riposo concessi da Pisacane dopo la vittoriosa gara con l’Arezzo di Coppa Italia in una villa di amici a Porto Cervo. Intorno alle 18 di sabato il dramma. Trepy, che secondo le prime informazioni non sa nuotare, mentre si trovava in acqua è andato in difficoltà. Non si sa se perché si è trovato inavvertitamente nella parte più profonda della piscina o per un malore. Fatto sta che il ragazzo è sparito sott'acqua ed è trascorso qualche tempo prima che gli amici si rendessero conto della situazione e intervenissero. Le condizioni di Trepy sono apparse subito gravi, il 118 ha fatto scattare il piano di emergenza. Dalla base di Olbia-Venafiorita è decollato l’elicottero, a bordo del quale personale iperspecializzato ha effettuato le manovre di rianimazione e ha intubato il giocatore. Dopo l’atterraggio a Sassari in uno sterrato nei pressi della sede provinciale dell’Inps in via Rockfeller, a circa un chilometro dall’ospedale (l’eliporto sul tetto del nosocomio non è mai entrato in funzione perché fuori norma già al tempo della realizzazione), un’ambulanza ha trasferito Trepy nel reparto di Terapia intensiva, dove adesso è sotto controllo. A Sassari si è precipitato il responsabile medico del club, Gabriele Cirillo, che è in stretto contatto con i colleghi che seguono il caso. Questa mattina sarà emesso un bollettino di aggiornamento.
Dubbi e preoccupazioni
I dubbi. Al momento impossibile rispondere a due domande cruciali. La prima: cosa ha causato l’annegamento? L’inesperienza nel nuoto o un malore? La seconda ipotesi è la meno probabile. Essendo un atleta professionista, Trepy è stato sottoposto a controlli rigorosi poco più di un mese fa, prima dell’inizio della preparazione. La seconda: quanto tempo è rimasto sott’acqua Yael? Da questo dipendono eventuali danni ai polmoni e al cervello. Sono quesiti che troveranno una risposta nei prossimi giorni. Difficile dire anche se e quando Trepy potrà riprendere l’attività agonistica. «In questo momento», spiega il dottor Matteo Deplano, rianimatore presso l’ospedale di Lanusei, «i medici stanno aiutando il paziente a respirare con l’ausilio di un ventilatore. Gli alveoli saranno in sofferenza, la ripresa è possibile ma è un percorso lungo e difficile». Il ritorno al calcio, al momento, è la cosa meno importante per un giovane di vent’anni appena tornato alla vita.
Trepy, il comunicato del Cagliari
In mattinata il Cagliari ha diramato un comunicato sulle condizioni del ragazzo: "Il giovane paziente Yael Trepy ricoverato presso la Terapia intensiva emergenza urgenza del SS. Annunziata è ancora sottoposto a sedazione farmacologica, ventilato artificialmente tramite intubazione delle vie aeree, con miglioramento della funzione respiratoria rispetto alla grave insufficienza rilevata al momento del ricovero. Apiretico. Prosegue con la terapia antibiotica e gli accertamenti microbiologici. Stabile la funzione cardiocircolatoria. Nella giornata odierna, previa rivalutazione radiologica ed ecografica polmonare, e qualora il miglioramento respiratorio risulti consolidato, è prevista la progressiva riduzione della sedazione, con rivalutazione della risposta clinica del paziente. La prognosi continua ad essere riservata. Eventuali ulteriori aggiornamenti saranno forniti in presenza di variazioni significative delle condizioni cliniche del paziente”. Il Cagliari Calcio rinnova l’invito al rispettare la privacy del calciatore e della sua famiglia, eventuali ulteriori aggiornamenti verranno comunicati ove disponibili.
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