Fabregas: "Diao è cresciuto tanto"

Le dichiarazioni rilasciate dal tecnico spagnolo a due giorni dalla sfida con il Pisa di Hiljemark, dopo le polemiche che hanno caratterizzato il dopo Como-Roma
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Momento più che positivo per il Como di Cesc Fabregas, reduce dall'importantissima vittoria con la Roma e pronto ad ospitare il Pisa di Hiljemark allo stadio "Sinigaglia", in occasione del lunch match domenicale della 30esima giornata di Serie A. Nella canonica conferenza stampa pre gara, il tecnico dei lariani ha avuto modo di rispondere anche ad una domanda sul suo rapporto con la stampa, a pochi giorni dalle polemiche che hanno caratterizzato il dopo Como-Roma per la mancata stretta di mano con Gasperini.

Como, Fabregas e il rapporto con la stampa: "Mondo complesso, ma ci vuole rispetto"

A meno di 48 ore dal fischio d'inizio di Como-Pisa, Cesc Fabregas si è concentrato sul suo rapporto con la comunicazione e con i giornalisti italiani: "Mondo un po' complesso. È vero che quasi tutti gli allenatori sono la faccia della società oggi, perché in Premier sembra che allenatori come Arteta e Guardiola sono a fare conferenze stampa ogni due giorni. Sembra sempre che sono in tv, ma sono allenatori che hanno 15 anni di carriera e quando parlano lo fanno perché devono farlo. Sono tanti i punti di vista, non lo so. Noi a volte facciamo 50 minuti, non so se ti piace o non ti piace, io provo a spiegare la cosa che vogliamo fare e il perché vogliamo fare le cose. Se qualche volta posso essere penalizzato per questo, perché alcune volte vai fuori tema, ma lo faccio con naturalezza. Sicuramente questo si abbasserà, si deve fare per forza, ma sempre con rispetto dalla nostra parte con voi e voi con noi".

Fabregas: "Non si parla mai di calcio, ma solo di quello che è successo dopo"

Grande attenzione di Fabregas a ciò che bisogna dire prima e dopo una partita, al di là delle polemiche: "Capire, perché c'è tanta gente che aspetta cosa dirà un allenatore a caldo. L'altra volta ho chiesto di parlare del 99% della partita e dell'1% di quello che è successo dopo. E invece è stato l'opposto. 99% è stato quello che è successo dopo, non della partitona che ha fatto il Como, perché anche rivedendola abbiamo fatto una partitona. E questo mi dispiace sinceramente, perché dopo è normale che l'allenatore è un po' annoiato, perché deve venire a spiegare... Ma a spiegare che, a spiegare che? Se poi non si parla della cosa più importante che è il calcio. Parlo di tattica, parlo di calcio, ma poi non esce mai niente di quello che mi dà valore e di quello che è il mio lavoro. Poi si parla di un saluto, per l'altro e per me, ma vedi che è il tema più importante per i giornalisti è quello. È vero che alcune volte dici le due parole che ti piace sentire e andiamo a casa a preparare la partita. Per questo, a volte un allenatore si fa davvero noioso, per quello che ti va di parlare e quello che realmente no".

 


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