Como ai titoli di testa: è solo l’inizio del sogno

Lo scintillante debutto in Champions conferma che la squadra rivelazione può andare molto lontano. E non solo in campionato...   
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Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

6 min

Pubblicato il 12.09.2026, 08:19

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Alla dodicesima giornata del campionato 2001-02 il Chievo allenato da Luigi Delneri era in testa alla classifica con un punto di vantaggio sull’Inter, tre sulla Roma e quattro sul Milan. Era appena arrivato in Serie A e molti ricorderanno il suo esordio: 2-0 al Franchi, spazzata via la Fiorentina di Roberto Mancini. Già prima di quel giorno e per tutta la stagione il Chievo diventò la seconda squadra dei tifosi italiani, era invece la prima per chi amava solo il calcio. Il pallone in provincia ha sempre avuto un buon profumo. Oggi è così per il Como, in una dimensione diversa però. Il Chievo era il risultato di un’Idea sviluppata da Sartori e realizzata da Delneri, la squadra aveva qualche buon giocatore e un paio di livello superiore come Perrotta e Barone che diventeranno campioni del mondo nel 2006. Il Como è la stessa Idea ma con una qualità individuale molto più alta. Il capolavoro di Fabregas è stato fondere una ventina di giocatori dal talento ragguardevole in un collettivo straordinario. E’ stato capace di non togliere niente a nessuno, a Nico Paz, a Diao, a Baturina, per indirizzare le loro qualità in una stessa direzione, quella che porta al Como, allo spettacolo e al successo.

 

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Como, un esordio super in Champions

A memoria non ricordiamo altre debuttanti in Champions in grado di vincere e dominare la prima partita, contro il Lipisa il fenomeno-Como è entrato da protagonista in un mondo nuovo. Un conto è dare spettacolo in Serie A dove poche squadre toccano quella cima tecnica e un conto è mostrare lo stesso gioco, la stessa autorevolezza, la stessa efficacia nella parte più nobile dell’Europa. Dopo il 4-1 ai tedeschi, le prossime sette avversarie di Fabregas, a cominciare dal Feyenoord, sono state avvisate e ora avranno tempo e modo per riflettere sull’eventuale scelta della difesa alta: quella del Lipsia, spesso altissima, ha favorito le scorribande del Como.