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Fiorentina, Simic esclusivo: "Vlahovic è già il futuro. Badelj tornerà il faro"

L'ex difensore croato svela i segreti dei campioni della ex Jugoslavia in Serie A: "Dusan è il più forte della sua generazione, Milenkovic deve fare salto di qualità"

Fiorentina, Simic esclusivo:
© LAPRESSE

di Francesca Bandinelli

FIRENZE - Ha vinto tutto in Croazia (6 campionati, 5 coppe nazionali e una Supercoppa) e con la Croazia ha festeggiato il primo trionfo Nazionale, il terzo posto al Mondiale di Francia. Poi ha fatto incetta di trofei col Milan: scudetto, Coppa Italia, due Champions League, altrettante Supercoppa Uefa, salendo pure sul tetto del mondo. Dario Simic, oggi si gode la sua famiglia, sua moglie Jelena e i 4 figli, tre dei quali giocatori (il maggiore, 16 anni, è in prima squadra con la Lokomotiva, quarta forza del calcio croato). Porta avanti due strade parallele, una con aziende nel settore dell’acqua e del caffé, che danno lavoro a 200 persone, e comunque nel mondo del pallone, dove da 10 anni a questa parte, con l’amico Mario Juric ha fondato il sindacato dei calciatori croati. 

Dario Simic, da vice-campioni del mondo, è cambiata la prospettiva del calcio croato?
"Dopo il terzo posto ai Mondiali di Francia ’98, la Croazia ha saputo confermarsi come realtà importante del calcio mondiale. “Sforniamo” talenti di grande spessore, pur lavorando in condizioni anomale. Magari, era lecito aspettarsi che la medaglia d’argento in Russia potesse fare da traino nella costruzione di centri sportivi. Dispiace che, come accaduto nel ’98, l’euforia sia svanita in un nulla di fatto".

La colonia croata in Italia è numerosa: chi l’ha sorpresa fin qui?
"Brozovic. E’ andato oltre ogni aspettativa per qualità e quantità, oltre che sotto il profilo della personalità. Mi ha impressionato per come ha saputo imporsi in un club come l’Inter, per il suo essere continuo nelle prestazioni. Si vede che è maturato tantissimo".

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Badelj sta faticando: il Ct il passato ne ha sottolineato la condizione non ottimale. Anche ai campioni capita la stagione nera?
"Milan è un ragazzo straordinario, ma i periodi “grigi” capitano a tutti. Ha cambiato club, passando alla Lazio dove, subito dopo il Mondiale, non ha trovato continuità d’impiego, poi è tornato a Firenze, realtà che ama profondamente. Forse, la tanta voglia di confermarsi agli occhi dei suoi vecchi tifosi ha pesato un po’. Sono convinto che potrà tornare presto ad essere il “faro” della Fiorentina".

Nikola Milenkovic è ricercato da diversi top club: da ex difensore, quali i pregi e dove invece deve migliorare?
"È arrivato presto in Italia, portandosi dietro la fama di giocatore di talento ed ha confermato le aspettative. Può sfruttare un fisico imponente ed ha qualità nel leggere le tarme di gioco, con tempismo. È pronto per il salto definitivo".

Vlahovic può essere il crack del futuro del calcio serbo?
"È uno dei giovani attaccanti più promettenti del panorama mondiale. Forse il più forte della nuova generazione".

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