Fiorentina, da Mutu a Cassano e Balo: tutti i bad boy di Prandelli

Kokorin è solo l'ultimo della lista: il tecnico viola è uno specialista nel capire i ragazzi difficili
Fiorentina, da Mutu a Cassano e Balo: tutti i bad boy di Prandelli
Alberto Polverosi

L a Fiorentina ha preso Kokorin anche perché il suo allenatore è Cesare Prandelli, uno che trasforma le pecorelle smarrite del calcio in giocatori veri, uno che sa trattare con le teste calde, da cui attinge sempre (quasi sempre) il meglio. Recupera e rilancia, come fosse un centrocampista della panchina, Prandelli ha sempre avuto un tocco particolare con questi giocatori, lo spessore umano e la straordinaria sensibilità (rarissima in questo mondo) sono le sue armi migliori.

La coppia Adriano-Mutu

Il primo della serie è stato Adrian Mutu accompagnato da un centravanti strepitoso che si sarebbe perso troppo presto, il brasiliano Adriano. Il Parma 2002-03, il primo Parma di Cesare, in attacco aveva quella coppia da 33 gol. Sul carattere di Mutu già si avevano notizie, più che altro voci, poco rassicuranti, ma quando era in campo, con Prandelli in panchina, non ha mai sgarrato. Anche sul conto di Adriano era giunta qualche chiacchiera milanese, però la crisi, con la dipendenza dall’alcol, sarebbe esplosa anni dopo. Adriano era di proprietà dell’Inter e l’anno precedente era stato in prestito alla Fiorentina dove in 15 partite aveva segnato 6 gol pur senza evitare la retrocessione dei viola. Col Parma i gol diventarono 15 in 28 partite. Mentre Mutu volò a Londra per giocare nel Chelsea, Adriano continuò a giocare nel Parma (9 partite, 8 gol) dove rimase altri 6 mesi, poi l’Inter, che stava lottando per un posto in Champions anche col Parma, a gennaio lo riportò a Milano. L’ultima scena fra Prandelli e Adriano resta quella della sfi da di San Siro, penultima giornata, 1-0 per l’Inter gol del brasiliano che in pratica dava la Champions ai nerazzurri e la toglieva alla sua ex squadra. A fine partita, Prandelli andò in mezzo al campo, cercò con lo sguardo quel fenomeno vivente, lo raggiunse e alzandosi sulle punte dei piedi mimò il gesto di un cazzotto in testa.

Mutu, il ritorno in Italia 

Nel frattempo Mutu era rientrato in Italia, rincorso dallo scandalo della cocaina. Nel Chelsea aveva trovato Claudio Ranieri che gli aveva dato subito fiducia e ne era stato ripagato: 3 gol nelle prime 4 partite. L’anno dopo al posto di Ranieri arrivò Mourinho, il rendimento di Mutu crollò e fu beccato positivo alla cocaina. Lo prese la Juve, lo girò al Livorno e poi Prandelli lo volle a Firenze dove Adrian, nonostante altre vicissitudini extracalcistiche, ha fatto cinque anni straordinari, quattro con l’allenatore che ha saputo capirlo come nessun altro. In campo, Mutu ha dato tutto quello che aveva e non parliamo solo di talento. Dalla Fiesole gli cantavano “il fenomeno lo abbiamo noi”.

Balotelli e Cassano

Diventato ct, Cesare ha messo a disposizione il suo lato umano ad altri due giocatori dalla testa calda, Balotelli e Cassano, e per un paio di anni ha ottenuto davvero il meglio dai due. Il Balotelli di Euro2012 non si è più visto, 3 gol durante il torneo, la fantastica doppietta alla Germania, con Cassano ispiratore. Al Mondiale in Brasile l’unico fallimento del ct, Mario perso nel suo personaggio è stato uno dei protagonisti della disfatta. Qualcuno, scherzando, dice che Prandelli per recuperare quei giocatori apra il confessionale e li ascolti. Già, Don Cesare e i suoi ragazzi. Ora però deve superarsi, Kokorin sotto questo aspetto garantisce il massimo.

Kokorin, l'ex bad boy che piace alla Fiorentina
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Kokorin, l'ex bad boy che piace alla Fiorentina

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