Fiorentina, Italiano ha avuto la risposta che cercava

In Conference League la sua squadra domina gli Hearts e vive una serata di cui aveva bisogno: subito Mandragora e poi Kouame che nel finale serve anche l’assist per il tris di Jovic
Fiorentina, Italiano ha avuto la risposta che cercava© Getty Images
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Alberto Polverosi
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Alla Fiorentina ci voleva proprio una serata come questa, con una partita tenera da giocare e un avversario così modesto tecnicamente da battere senza indugi, con un 3-0 finale che poteva essere ancora più ricco. Ma ci voleva soprattutto questo passo avanti verso il meglio di se stessa, con più gioco, più aggressività, più lucidità e più concretezza rispetto al recente passato. Alla fine del primo tempo la squadra di Italiano era già avanti di due gol sugli Hearts, il primo con inserimento e colpo di testa di Mandragora, il secondo con una splendida rovesciata di Kouame. Un 2-0 sorretto da un autentico dominio con un possesso palla pari al 70 per cento, però stavolta gestito non davanti alla propria area bensì nella metà campo avversaria, tantoché in quei 45' è andata al tiro già 11 volte, due sole le conclusioni degli scozzesi, compresa l’ultima, una palla-gol regalata da Saponara a Ginnelly che Gollini ha respinto di piede.

Solo Viola

Sono apparse subito giuste e adeguate alla gara le scelte di Italiano, come il modo di preparare questa partita. Di solito sono le ali schierate a piedi invertiti, a Edimburgo il tecnico viola ha schierato invece un terzino, Terzic, a piede invertito: è un sinistro spedito a destra perché Dodo era appena rientrato in panchina e perché Venuti è stato alla fine bocciato. Dal piede buono di Terzic, il sinistro, è partito il cross preciso per il colpo di testa del gol di Mandragora. Attaccavano con forza gli esterni Saponara e soprattutto Kouame (quello è il suo ruolo, è un’ala, non un centravanti), era sempre nel vivo del gioco Jovic che sta migliorando anche come combattente (espulsione provocata e gol), gestiva la manovra Amrabat del cui controllo il tecnico degli Hearts aveva incaricato l’impronunciabile (e alla fine stremato) Kiomourtzoglou. Il marocchino impostava e recuperava, senza un attimo di pausa, ben aiutato dai due difensori centrali Martinez Quarta e Igor che non aveva altro lavoro da fare se non riavviare l’azione. Ci sono stati dei momenti in cui la Fiorentina ha perso un po’ di ordine, ma la causa era dovuta soprattutto alla grande confusione degli Hearts, sia nella fase difensiva che in quella della costruzione: in alcune situazioni, nessuno poteva capire come si stessero muovendo gli scozzesi, tanto meno loro stessi.

Ancora con un uomo in più

La serata dei viola si è ulteriormente semplificata a inizio ripresa quando il belga Lambrechts ha espulso Neilson dopo appena 3' per una trattenuta a Jovic lanciato da Gollini: per l’arbitro era una chiara occasione da gol, ma difficilmente l’ex madridista avrebbe raggiunto la palla. Per la cronaca era la terza volta, in 11 partite ufficiali di questa stagione, che la Fiorentina si trovava a giocare in superiorità numerica. Se avevano pensato a una qualche reazione, ora gli Hearts erano in balìa dei viola. Non c’era stata partita nel primo tempo, non ce n’è stata nemmeno nel secondo.

Il colpo di Jovic

La Fiorentina ha segnato ancora, il terzo gol in contropiede, e finalmente con un centravanti, Luka Jovic, su assist di Kouame, con la ripartenza avviata e condotta da Martinez Quarta. Alla fine solo belle notizie sul fronte viola: 3 gol segnati, 0 subiti, prima vittoria in trasferta della stagione, prima rete viola in Europa di Jovic, 26 tiri, 9 calci d’angolo, i ritorni, tutti nella stessa partita, di Milenkovic, Dodo e Gonzalez e il debutto europeo di un prodotto del vivaio, il giovane Bianco. D’accordo, di fronte c’erano i modestissimi Hearts, ma una serata così fa bene alla salute dei viola. La Fiorentina ne aveva sbagliate troppe per sbagliare anche questa e ora, con lo 0-0 fra Riga e Istanbul, risale al secondo posto nel girone. Per confermarlo, fra una settimana al Franchi deve ripetere la stessa partita di ieri sera. In mezzo c’è la Lazio che dirà se i progressi visti a Edimburgo sono davvero tali.

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