Pagina 2 | Viaggio nella crisi della Fiorentina: dal modulo di Pioli all’attacco a secco. Cosa sta succedendo
L’involuzione di Comuzzo, male Pongracic
Giustamente Pioli (e un po’ tutti gli allenatori messi di fronte a una considerazione del genere) ricorda sempre che nella sua Fiorentina non ci sono titolari fissi, diciamo sicuri del posto. Ma qualcuno rimane comunque più titolare di altri. Nel caso della difesa, Comuzzo, Pongracic e Ranieri, schierati in questo ordine e con maggiore frequenza nella linea a tre che è stata uno dei caposaldi viola fino a domenica pomeriggio, e se De Gea non ha trascorso quasi mai pomeriggi-serate tranquilli è stato anche per il rendimento negativo dei singoli e come conseguenza, di reparto. Senza colpevolizzare nessuno, ma sempre come racconto dei fatti: Comuzzo ha favorito l’1-0 del Polissya a Reggio Emilia e spianato la strada al Napoli col rigore su Anguissa al 3’; Pongracic si è arreso di fronte a Hojlund e Addai, Ranieri ha lasciato troppo spazio a Beukema e Kempf sempre su calci piazzati. Alternative? Pablo Marí (scelta di Pioli a luglio e poi subito abbandonata) ha sulla coscienza il pareggio del Cagliari con Luperto al 94’, Viti è ancora da soppesare avendo disputato appena 59 minuti in campionato e Kouadio (classe 2006) intanto si gode il debutto in Serie A a Torino contro i granata. La difesa a quattro, quindi, rimane la vera alternativa, anche se in questo caso il rischio è di depotenziare e limitare Dodo e Gosens.