Fiorentina, via Pradè: cosa succede ora a Firenze
Daniele Pradè non è più il direttore sportivo della Fiorentina. Questo il comunicato ufficiale: "ACF Fiorentina comunica, di comune accordo, di aver interrotto in data odierna il rapporto professionale con il Direttore Sportivo Daniele Pradè. La Società, a partire dal Presidente Rocco Commisso e sua moglie Catherine con il Direttore Generale Alessandro Ferrari, ringraziano sentitamente il Direttore per gli anni trascorsi insieme con passione e professionalità". La notizia dell'addio di Pradè arriva in un momento delicatissimo per la Fiorentina: la squadra è penultima in campionato con appena quattro punti, Pioli è perennemente in bilico e stanotte Firenze è stata tappezzata di striscioni tutti firmati curva Fiesole: "Società, giocatori e allenatore: la pazienza è finita, il tempo stato per scadere"; "Questa città non può più tollerare. Squadra e società vi dovete svegliare", alcuni dei testi comparsi in giro per la città.
Pradè e la Fiorentina: storia di un amore finito male
Romano, classe 1967, Daniele Pradè è stato, fino all'arrivo di Tiago Pinto (e Mourinho) l'ultimo direttore sportivo a vincere a Roma. All'epoca dei Sensi, con la figlia Rosella e Bruno Conti, fu bravissimo a far rendere una squadra che aveva poche risorse economiche ma tanta voglia di imporsi. Due coppe Italia vinte, una Supercoppa, un paio di scudetti sfiorati: quando lascia Roma, con l'arrivo degli americani e di Sabatini, e va a Firenze, è un dirigente in rampa di lancio. Inizia a lavorare nella Fiorentina nel maggio del 2012 e in 10 anni, con le parentesi Sampdoria e Udinese (2016-2019) pur portando a casa semifinali, finali, partite storiche e una serie di giocatori importanti, non riesce nell'unica cosa che lo avrebbe fatto definitivamente entrare nel cuore dei fiorentini: vincere.
Pradè lascia la Fiorentina, cosa può succedere
Adesso bisogna capire se lo scossone Pradè resterà isolato (paga solo lui?) o se, invece, ce ne saranno altri. Intanto, domani alle 15 la Fiorentina gioca una partita in casa con il Lecce a dir poco decisiva: se Pioli non dovesse fare risultato (la squadra di Di Francesco ha due punti in più) allora anche la sua posizione, non solidissima, rischierebbe di crollare da un momento all'altro. Se, viceversa, arrivassero i tre punti, allora ci sarebbe ossigeno puro per la squadra. Da valutare, poi, cosa deciderà di fare la società nei piani dirigenziali. Di sicuro, a Firenze queste sono ore calde e frenetiche. E la piazza bolle.